Serie A
Estevez, da esubero a insostituibile: così si è ripreso il Parma
Da esubero a elemento imprescindibile dentro e fuori dal campo. È la parabola di Nahuel Estevez, che in estate sembrava vicino a lasciare il Parma ma è riuscito, piano piano, a ritagliarsi il suo spazio e ora si può considerare, a tutti gli effetti, un «titolarissimo». Fu proprio l'allenatore Cuesta a bloccarne la cessione nei mesi scorsi, riconoscendogli doti uniche, all'interno di un gruppo giovane, in termini di esperienza, personalità e leadership ma il passaggio da «senatore» dello spogliatoio a uomo insostituibile in mediana non è stato così scontato e immediato.
La scalata di «Nagu»
Il centrocampista argentino, detto «Nagu», abituato a correre e rincorrere gli avversari, fino alla seconda sosta aveva giocato la miseria di 28', recuperi esclusi, divisi in cinque spezzoni. Poi, il 19 ottobre a Genova, dove nel settembre 2022 realizzò il primo gol in maglia crociata, la svolta con l'esordio in campionato dal 1' nella duplice posizione di vertice basso in mezzo e difensore aggiunto in fase di non possesso, soprattutto nella ripresa, quando la squadra si è ritrovata in 10 a causa dell'espulsione di Ndiaye. Un compito svolto in maniera impeccabile, che gli ha fatto guadagnare la conferma nelle successive uscite e nemmeno l'ennesimo problema fisico (lesione di basso grado dei muscoli adduttori della coscia destra) accusato ai primi di novembre col Bologna lo ha scalfito, se è vero che, tre settimane dopo, rientrò a tempo di record già nel finale a Verona. E, nonostante la sconfitta, è risultato nettamente il migliore dei suoi al cospetto della Lazio, contro cui si è procurato le due espulsioni di Zaccagni e Basic e ha creato l'occasione più nitida con il tiro dalla distanza deviato in corner da Provedel. In totale tredici presenze per un totale di 536' e, se come altamente probabile, sarà impiegato anche nella prossima sfida di fronte alla Fiorentina eguaglierebbe, in largo anticipo, il numero di gare di tutto lo scorso campionato (14), condizionato da un paio di infortuni e dall'inspiegabile accantonamento nella fase finale della gestione Pecchia.
Nodo contratto
Se nel presente costituisce una certezza, qualche dubbio in più è lecito nutrirlo sul futuro: il suo contratto scade, infatti, nel giugno 2026 ma c'è un'opzione unilaterale di rinnovo per un ulteriore anno a favore del club crociato che la potrà esercitare in qualsiasi momento.
La speranza è che il 30enne, ex Estudiantes, Spezia e Crotone, possa rimanere in Emilia anche per far crescere i nuovi acquisti Ordonez, Sorensen e Cremaschi, ora più indietro nelle gerarchie di Cuesta. Che non può più rinunciare al «totem» Estevez.
Marco Bernardini