Intervista

Capodanno a Parma, Alex Britti in piazza Garibaldi: «Sarà una festa collettiva»

Acome Alex. «B» come Britti. «C» come Capodanno. Tre indizi fanno una prova: il cantautore romano, 57 anni, animerà la serata organizzata dal Comune per salutare l'arrivo del 2026 (ingresso libero, inizio concerto ore 00.10).

Piazza Garibaldi è il cuore di Parma, il Capodanno un rito collettivo. Quale energia si aspetta dal pubblico di una città che ha una tradizione musicale profonda?

«Sarà una bella serata, e sono davvero felice di iniziare il nuovo anno con il calore di Parma. Una piazza così piena di storia musicale ti dà una carica speciale, e so che il pubblico farà la sua parte: canterà, batterà le mani, porterà storie, sorrisi e magari anche un po’ di nostalgia dell’anno che se ne va. Per me, il Capodanno è sempre un momento di unione, e da Parma mi aspetto proprio questo scambio vero e sincero, quello che ti fa sentire di suonare nel posto giusto, al momento giusto».

Il suo repertorio viaggia tra «tormentoni» pop, che tutti cantano, e lunghi assoli di chitarra che incantano i puristi. Come si costruisce la scaletta “perfetta” per traghettare una città intera nel nuovo anno?

«La scaletta perfetta, soprattutto a Capodanno, non è quella che mette d’accordo solo chi ti segue da sempre, ma quella che riesce a far sentire tutti parte della stessa festa. È un momento di divertimento collettivo, quindi devi pensare a chi viene sotto il palco per cantare a squarciagola un ritornello che conosce a memoria, ma anche a chi ama perdersi in un assolo di chitarra un po’ più lungo. Il segreto sta proprio nell’equilibrio».

Negli ultimi brani abbiamo sentito un’apertura verso sonorità più moderne e ritmi urban. Questa evoluzione sonora troverà spazio nel concerto o la serata sarà un ritorno alle radici più rock e blues?

«Non ho mai vissuto la musica come compartimenti stagni. Le radici rock e blues sono casa mia e rimangono sempre il punto di partenza, perché è da lì che nasce tutto. Però mi piace contaminare, guardarmi intorno, assorbire quello che succede oggi. Le sonorità più moderne e certi ritmi urban fanno parte del mio presente, quindi è naturale che entrino anche nel live. La serata di Capodanno sarà, come è giusto che sia, un viaggio: ci saranno momenti più legati alle origini, chitarra e groove, e altri più moderni e ritmati, affinché tutti si sentano coinvolti nella festa».

Lei è uno dei pochi artisti che riescono a portare il tecnicismo della chitarra nel grande pop. In un’epoca dominata da basi e autotune, che valore ha presentarsi in piazza con una band e strumenti “veri”?

«Per me è fondamentale. La musica dal vivo, con una band e strumenti “veri”, ha un’energia che nessuna base o autotune può sostituire. Portare il tecnicismo della chitarra nel grande pop non è solo una questione di tecnica, ma di trasmettere emozione in tempo reale. Suonare in piazza, di fronte a tanta gente, soprattutto per l’ultima notte dell’anno, significa condividere un momento autentico: il pubblico sente la musica respirare, sente l’interazione tra noi sul palco. È quello che rende speciale il live, e per me è il cuore di tutto ciò che faccio».

Ha un rito scaramantico prima di salire sul palco? Sappiamo che la cucina per lei è importante (da ragazzo aiutava papà nella macelleria di famiglia): c’è un piatto nostro che vuole assaggiare?

«Non ho grandi riti scaramantici, prima di salire sul palco ho bisogno soprattutto di tranquillità. Mi prendo qualche minuto con la chitarra, suono due note, giusto per “accordarmi” anche dentro. A Capodanno poi l’energia è particolare, quindi il vero rito è respirare quell’atmosfera e portarla sul palco. La cucina per me è importante perché rappresenta un’altra occasione per stare insieme. A Parma poi si gioca facile, c’è una ricca tradizione culinaria, sicuramente dopo il concerto mi piacerebbe concedermi qualcosa di tipico, magari mi farò consigliare proprio dal pubblico».

Il 31 dicembre è tempo di bilanci. Qual è il momento del 2025 che porta nel cuore e quale “desiderio blues” vorrebbe che si esaudisse per il suo pubblico?

«Il 31 dicembre è sempre un momento di bilanci e ricordi. Il 2025 è stato l’anno della celebrazione del mio album It.Pop, che segnò il mio debutto nel 1998. È stato emozionante girare per l’Italia con il tour Feat.Pop Live 2025 e vivere momenti speciali come il concerto alle Terme di Caracalla, condividendo il repertorio storico con ospiti e amici musicisti. Per il 2026, il mio “desiderio blues” per il pubblico è semplice: che ci sia sempre spazio per la musica come momento di condivisione, per cantare, ascoltare ed emozionarsi insieme, con più leggerezza, calore e occasioni per sentirsi vicini».

Mara Pedrabissi