Intervista

Amanda Sandrelli al Magnani: «La Bisbetica? Un monito contro la violenza»

Mara Pedrabissi

Una commedia che «graffia» la coscienza. Il Teatro Magnani di Fidenza, dopo la pausa natalizia, rialza il sipario per un classico che parla al nostro oggi: «La bisbetica domata» di Shakespeare (giovedì 8 gennaio alle 21), per la stagione di prosa curata da Ater Fondazione, prima e unica data regionale.

A vestire i panni di Caterina sarà Amanda Sandrelli, protagonista di questa produzione de La Contrada Teatro Stabile di Trieste che ha debuttato con successo nel 2025, affiancata da Pietro Bontempo nel ruolo di Petruccio.

Se nell’epoca elisabettiana le peripezie per «addomesticare» la furente Caterina potevano scatenare la risata del pubblico, oggi l’adattamento firmato da Francesco Niccolini e la regia di Roberto Aldorasi scelgono di scavare più a fondo. Caterina è una figura magnetica e idealista che sogna l'amore in un mondo governato da uomini. La sua sconfitta finale, spesso letta come un lieto fine romantico, viene qui vista nella sua natura brutale: il racconto di una volontà annientata e di una manipolazione psicologica che trasforma una donna piena di vita in un'ombra di se stessa. Lo spettacolo si muove così sul filo teso tra la farsa e il dramma sociale. Tra travestimenti, inganni e i ritmi serrati della commedia, esplode l'inquietudine di un destino già scritto.

Amanda Sandrelli, in cosa differisce questa versione dalla «Bisbetica» che siamo abituati a vedere nei classici allestimenti?

«La "Bisbetica domata" è una strana commedia, dentro la farsa c’è una linea di dramma, privato, di coppia. Caterina viene data in moglie e rifiutandosi di sottomettersi viene "domata", come un animale, con la violenza. Come sempre, ho seguito le indicazioni di regia e l’adattamento di Niccolini, con cui avevo già lavorato in passato. Con il regista Roberto Aldorasi invece è stata la prima volta e ci siamo intesi subito. Come tutti i classici, anche questo offre molti piani di lettura, purtroppo il più attuale è quello della violenza degli uomini sulle donne, che in genere si scatena quando si sentono rifiutati o lasciati».

Recitare oggi la «Bisbetica» significa anche parlare di patriarcato.

«L’atteggiamento di Petruccio oggi è riconosciuto come violento e manipolatore ma ancora troppe donne non riconoscono in tempo i segnali che potrebbero salvarle. Il pubblico resta un po' spiazzato dal finale perché molti ricordano il musical, "Kiss me, Kate", ma il testo originale del Bardo è molto amaro, Caterina dice quel che deve dire ma è spezzata, appunto, domata. Penso che abbia un senso oggi proprio per questo: oggi una donna sottomessa, picchiata non fa ridere; per fortuna è cambiato qualcosa, purtroppo però continuano i femminicidi, per questo ha un senso rappresentare oggi questo testo».

Questa al Teatro Magnani è la prima e unica tappa regionale del tour. Lei è molto legata al nostro pubblico...

«Sì. Il pubblico dell’Emilia Romagna è caldo e accogliente, sono sempre felice di tornare!».

Infine, cosa possiamo augurarle, nella vita o nella carriera, per questo 2026?

«È un momento difficile; è banale ma ci si può augurare solo un po' di pace».

Info: biglietti da 20 a 10 euro, su vivaticket.com.

Mara Pedrabissi