Crans Montana
Il golfista Leonardo Zanardi ricorda l'amico Galeppini: «Mi ha chiamato il 31 poco prima del rogo: era felice»
Si sarebbero dovuti incontrare a Dubai, in una gara di golf in programma nella capitale dell'Emirato fra il 6 e l'8 febbraio. «Sarei stato suo ospite. Ovviamente, adesso, non andrò. Sono troppo triste. L'ho sentito poche ore prima della tragedia, sembrava così felice...».
A parlare è il parmigiano Leonardo Zanardi, 15 anni, studente dell'istituto Vittorio Alfieri e promessa del golf italiano (e internazionale) con all'attivo importanti riconoscimenti, fra i quali il tricolore Cadetti conquistato lo scorso luglio nel campo di Monticello, in provincia di Como. E parla di Emanuele Galeppini, 17 anni, l'amico golfista genovese morto la notte di Capodanno nel rogo di Crans-Montana, la cui salma è rientrata ieri in Italia assieme a quelle di altri quattro giovanissimi italiani morti nell'incendio. Fra di loro anche lo studente milanese Achille Barosi, 16 anni, ieri salutato da un giovane amico parmigiano: «Siamo venuti a fare una preghiera per lui», ha spiegato il ragazzo, a Milano con la madre.
Leonardo ed Emanuele si erano conosciuti due anni fa al torneo di golf under 16 organizzato dal Golf Club Biella «Le Betulle». «Ci siamo piaciuti subito. Emanuele era molto simpatico, persona vera e rara perché mai invidioso dei colleghi. Se vincevi, era il primo a congratularsi», ricorda Leonardo. Nato da genitori italiani (e da una famiglia di golfisti: bisnonna, nonni e zio) e con un fratello minore di 12 anni (anche lui promessa del golf), Emanuele si era trasferito da piccolo a Dubai per seguire il lavoro del papà e lì viveva gran parte dell'anno, mentre i mesi estivi li passava a Rapallo, suo paese natale, dove era cresciuto sportivamente frequentando i campi del Tigullio.
«Avendo frequentato a Dubai la scuola francese, Emanuele parlava benissimo sia francese che inglese, oltre che italiano - dice Leonardo - Si allenava al Dubai Creek Golf e Yacht Club, ci mandavamo spesso dei video e più di una volta abbiamo condiviso la camera nelle gare all'estero. Oltre a giocare a golf andava regolarmente in palestra ed era un ottimo sciatore» dice ancora Leonardo.
A Crans-Montana, la famiglia di Emanuele ha una casa ed il giovane golfista si trovava nella cittadina svizzera già da un paio di settimane, quando è avvenuta la tragedia.
Che l'amicizia fra Leonardo ed Emanuela fosse forte lo dimostra il fatto che il 31 dicembre, poco prima di andare al locale «Le Constellation», dove si è scatenato il terribile rogo, è stato proprio l'amico parmigiano che il golfista genovese ha chiamato per fare gli auguri di Capodanno.
«Era contento, si capiva. Mi ha spiegato che sarebbe andato ad una festa con amici italiani. Ci siamo augurati buon anno, ricordandoci il nostro appuntamento di lì ad un mese a Dubai. Non posso immaginare il dolore dei genitori e del fratellino Eugenio, che ad Emanuele era davvero affezionato e che dal fratello riceveva lezioni di golf e consigli», dice Leonardo, che ha mandato un messaggio di cordoglio al papà e alla mamma di Emanuele.
Monica Tiezzi