TESTIMONIANZA
Nuovo attacco dei lupi, sbranato un cane in un giardino di Mariano
«Come tutte le sere ho aperto le porte per permettere ai miei tre cani di uscire e fare una corsa in giardino. Dopo un po', convinto che fossero rientrati, ho chiuso e sono andato a letto. E il mattino dopo, purtroppo abbiamo trovato Leone sbranato».
A parlare è Gianni Castaldini, storico commerciante della città, che l'altra sera, ha scoperto, con preoccupazione, che la sua casa di Mariano, tutta recintata e a due passi da altre abitazioni, non è il posto sicuro che pensava che fosse. Almeno da quando intorno alle villette si aggirano i lupi.
«Potete immaginare il mio dolore: a quel cane eravamo profondamente affezionati, dormiva sotto il nostro letto – prosegue spiegando che ad un simile pericolo non aveva pensato. - E' vero che in questa zona, soprattutto di recente, sono stati avvistati dei lupi. Io stesso, un po' di tempo fa, ne ho visto uno nei campi vicini. Ma non pensavo che fossero così aggressivi, che potessero arrivassero a entrare nei giardini, a sbranare il mio cane».
Eppure la cronaca di segnali di allarme ne ha fatti registrare parecchi. I branchi, è evidente, in cerca di cibo facile si avvicinano sempre di più alle zone abitate. E anche se si sa che questo predatore ha paura dell'uomo, sempre più spesso, non esita a vincere la propria ritrosia e strisciare tra le case. O addirittura nei cortili.
«Lo spazio intorno alla abitazione è ampio e protetto da una recinzione ma non è bastato. E ora, al di là del dolore per il mio animale, vorrei che si parlasse di questo problema. Perché temo che possa succedere di peggio visto che la mia casa è giusto a tre chilometri in linea d'aria dal centro di Parma». Una distanza ridotta, uno spazio in cui, un tempo non molto lontano, nessuno si sarebbe mai immaginato di vedere esemplari selvatici. Ma le cose sono molto cambiate.
«Io non ho nulla contro la natura, figuriamoci, io amo gli animali. Ma ho paura che possa succedere qualcosa di brutto: ai nostri amici a quattro zampe, come è accaduto a me. Ma non solo. Intorno a casa, soprattutto verso sera e alla mattina vedo persone che escono con il proprio cane. Sono spesso anziane e o ragazze: pensiamo cosa potrebbe succedere se un lupo attaccasse il loro cucciolo e loro cercassero di proteggerlo, di difenderlo»
Una domanda per cui, per fortuna, per ora non esiste risposta e che resta sospesa: «Ecco perché vorrei che se ne parlasse. Perché qualcuno iniziasse a riflettere e pensasse a dei correttivi, delle soluzioni per evitare di doversi trovare a fare i conti con una potenziale emergenza. O un dramma».
La stessa considerazione fatta dai padroni di due cani aggrediti un paio di mesi fa da un branco di lupi in una casa colonica di Ugozzolo: «Qui giocano i nostri bambini. Ora come potremo sentirci tranquilli?».
Non resta quindi che riprendere quanto disse il colonnello Pier Luigi Fedele, comandante provinciale dei carabinieri forestali in una recente intervista: «Chi abita in zone di campagna protegga cani e gatti durante la notte tenendoli in zone recintate, chiuse con strutture adeguate per impedire l'accesso». Perché i lupi sono predatori intelligenti e opportunisti. E l'unico modo per difenderci è essere più accorti di loro.