VALTARO
Santa Donna, è nato il sentiero della Resistenza e della pace
L’eccidio del Santa Donna, del 6 gennaio 1945, rappresenta uno dei momenti più drammatici della storia resistenziale valtarese. Quel giorno caddero sette giovani partigiani (Castagnoli Giovanni, Catinella Vittorio, Ferrari Gaspare, Ferrari Guido, Quotisti Gino, Tedaldi Armando e Terroni Domenico), che sacrificarono la loro vita per la libertà e la democrazia.
Sorpresi dai tedeschi, traditi dalla neve e dal gelo che fecero inceppare le loro armi, caddero drammaticamente nel giorno dell’Epifania. Il più giovane, Armando Tedaldi, non aveva ancora compiuto 15 anni.
I Comuni di Borgotaro e Bardi, con le associazioni partigiane Alpi, Anpi, Anpc, hanno commemorato anche quest’anno quei tragici avvenimenti per tramandare il ricordo di quei coraggiosi martiri della libertà. Ampia la partecipazione della cittadinanza, nonostante il clima rigido.
Dopo la deposizione di una corona di fiori al cippo di Osacca, in ricordo della prima battaglia tra partigiani e fascisti del Natale 1943, e la visita alla lapide in ricordo dei partigiani Guido Ferrari e Gino Quotisti, è seguita l’orazione, sul monumento del Santa Donna, del sindaco di Borgotaro Marco Moglia. Erano presenti il consigliere regionale Matteo Daffadà, il sindaco di Compiano Francesco Mariani, l’assessore di Bardi Roberto Bertorelli, le forze dell’ordine, organizzazioni sindacali, di volontariato, gli alpini e altre autorità.
«Il presidente della Repubblica, nel discorso di fine anno - ha sottolineato Marco Moglia - si è rivolto ai giovani invitandoli ed essere esigenti, coraggiosi, come la generazione che 80 anni fa costruì l’Italia moderna. Anch’io, al cospetto di questo cippo che ricorda il sacrificio di giovani vite, desidero oggi rivolgermi soprattutto ai nostri giovani. Ritrovarsi qui il 6 gennaio di ogni anno, oltre al ricordo del tragico eccidio, ha anche un significato più profondo. Qui il passato non chiede solo il silenzio reverente della commemorazione, ma ci ricorda che la libertà è una conquista per cui bisogna impegnarsi ogni giorno».
In seguito è stato inaugurato il sentiero Cai (Club alpino italiano) della Resistenza, della memoria e della pace, che collega il passo alla frazione compianese di Strela, dove nel luglio 1944 avvenne un’altra tragica strage ad opera dei nazifascisti.
«La prima volta che abbiamo percorso questo sentiero è stato nel 2015 - ha sottolineato Mauro Bernardi, presidente del Cai Alta Valtaro – e ora il Cai, in collaborazione con i Comuni di Borgotaro e Compiano, lo ha ristrutturato, aggiungendo segnaletica e bacheche per creare un sentiero didattico, dedicato alle nuove generazioni».
Un ulteriore momento significativo è stato quello della consegna al comune di Bardi, da parte di Ferdinando Sandroni, vicepresidente nazionale Anpc, di un bozzetto realizzato per il concorso per la realizzazione del monumento in ricordo di Lino Bottali, partigiano «Lucertola».
Il bozzetto, in terracotta patinata, è opera di Susanna Marconi, dell’allora 4B Arti figurative dell’Istituto Toschi. La mattinata si è conclusa con la Santa messa nella chiesa di Porcigatone.
Massimo Beccarelli