Serie A
Arbitraggi, Parma penalizzato
La sconfitta del Parma porta anche la firma di Andrea Colombo? Di sicuro no, perché l'Inter è stata superiore in lungo e in largo e ha ampiamente meritato la vittoria. Però anche l'altra sera alcuni piccoli e grandi errori, peraltro da parte di un giovane arbitro internazionale, hanno penalizzato i crociati, come del resto è già accaduto più volte nel girone d'andata. Dalla società bocche cucite e nessuna dichiarazione anche per una questione di stile, ma filtrano il fastidio e la consapevolezza che in questa stagione diversi episodi, valutati secondo due pesi e due misure, abbiano danneggiato la squadra di Cuesta. Uno dei leader del gruppo, Milan Djuric, aveva fatto trapelare pubblicamente un certo malessere dopo la partita di Cagliari, contraddistinta da una serie di sviste colossali di Fournier e dei suoi assistenti. «Gli episodi sono andati a favore del Cagliari con il primo gol, scaturito da un fuorigioco molto evidente, netto, da cui è nato il calcio d’angolo e di conseguenza il gol. Ma come noi sbagliamo, anche agli arbitri capita di sbagliare. Era capitato anche a Torino… Chiediamo un po' di rispetto in più». L'ultimo capitolo, in ordine di tempo, la direzione di Colombo, che i tifosi gialloblu avevano imparato, loro malgrado, a conoscere nel maggio 2023, in occasione dell'infausta semifinale dei play-off di serie B sempre a Cagliari, e mercoledì sera, salvato dal Var in un paio di circostanze, attraverso imprecisioni meno grossolane, non si è fatto amare dal pubblico del Tardini. Vediamo le situazioni finite sotto la lente d'ingrandimento.
Fuorigioco di Ondrejka
Incredibile quello che succede al quarto d'ora del primo tempo, dove viene fischiato un fuorigioco inesistente a Ondrejka (sta facendo molto discutere anche sui social), che sul lancio di Bernabé parte addirittura dietro la linea della metà campo e dunque, da regolamento, non è mai punibile. L'aspetto singolare è che ormai da anni, l'assistente, in questo caso Domenico Palermo (a causa di questa topica, sarà fermato dal designatore Rocchi), aspetta sempre la fine dell'azione e solo in seguito alza la bandierina ma stavolta la fretta lo porta a commettere uno sbaglio imperdonabile. Magari lo svedese, che si stava involando da posizione defilata verso la porta, non avrebbe segnato però lasciando correre si sarebbero evitate polemiche facili. Le stesse risparmiate, grazie al determinante intervento del Var La Penna, che permette di convalidare, in maniera corretta, al 42' la prima rete di Dimarco, inizialmente annullata per offside, che in realtà non c'è, dell'esterno nerazzurro sul tocco di Esposito: la posizione di Britschgi, che lo tiene in gioco, porta all'overrule.
I minuti di recupero
E qui si apre una nuova pagina della gestione infelice di Colombo che, cronometro alla mano, pur impiegando tre minuti esatti (da 41'25” a 44'25”, quando riprende il gioco) a ribaltare la decisione, assegna, inspiegabilmente e contro ogni logica, solo sessanta secondi, poi saliti a poco più di novanta (il duplice fischio arriva al 46'33”), di recupero alla fine del primo tempo. In cui, in uno degli ultimissimi scampoli, Bisseck allarga il gomito e colpisce Valeri sul vertice sinistro dell'area: nessun fallo e nessuna sanzione disciplinare, tra lo stupore generale e le proteste del Parma. E anche nella ripresa i quattro minuti d'extratime concessi in principio sono apparsi molto stretti, a fronte dei cinque slot impiegati per i cambi.
Il mani di Thuram
E nelle fasi finali della gara, a conferma della serata complessa, il mancato fischio sull'evidente mani di Thuram (visibile dal campo, senza bisogno di moviole), che salta alzando il braccio destro oltre le spalle, da cui nasce il raddoppio di Bonny: Colombo dà l'ok poi da Lissone gli consigliano opportunamente l'on field review e solo dopo il controllo al monitor ritorna sui suoi passi. E nel taschino, è rimasto anche qualche cartellino nei confronti dei nerazzurri, autori di 20 falli (a 4) e puniti con soli tre «gialli». Il Parma avrebbe perso lo stesso, però così grida ancora più vendetta.
Marco Bernardini