Saranno famosi

Benjamin, da Parma all'Olanda per diventare una stella della danza

Michele Ceparano

«Flashdance l'ho visto quando ero piccolo e mi è piaciuto, ma la danza, nella realtà, è ancora più dura». Parmigiano dell'Oltretorrente, diciotto anni, figlio d'arte (la mamma è Cecile Bargiarelli e il papà Didi Bozzini, critico d'arte e curatore di mostre), Benjamin Bozzini sta lavorando duramente per realizzare il suo sogno: danzare in una grande compagnia classica.

Imprescindibile, dunque, aver visto il film con Jennifer Beals, uscito nel 1983 e quindi molto tempo prima che lui nascesse.

Ma, come sottolinea il giovane, «quello resta un film». Perché per puntare a volare come Roberto Bolle bisogna tenere i piedi ben piantati per terra.

Passione

«La passione per la danza è dentro di me - racconta il diciottenne che nel giugno scorso si è diplomato al Romagnosi - fin da quando ero piccolo e mi è stata trasmessa da mia madre Cecile, che era ballerina contemporanea. Poi, dalla scuola “Era acquario” ho lavorato con la maestra Rosita D'Aiello. A un certo punto ho capito che la mia strada era quella della danza classica e gli insegnamenti di Paolo Nocera e Roberta Mazzoni mi hanno permesso di entrare in accademia, alla European school of ballet di Amsterdam, città dove vivo dal 2022».

La danza è una passione enorme ma è anche un'arte che richiede tanto lavoro, dedizione e sacrificio. Fondamentali per raggiungere risultati.

«Il mio obiettivo è di entrare in una compagnia di danza classica europea come quella di Monaco di Baviera di cui adoro il repertorio - rivela -. Sarebbe davvero un sogno. Così come poter lavorare alla Scala di Milano». Importanti sono anche i modelli cui Benjamin si ispira. «Ammiro tanti artisti - spiega - ma soprattutto Antonio Casalino e Gabriel Figueredo». E Roberto Bolle? Ovviamente. «Anche lui è un'icona della danza classica - aggiunge -, una star. Uno che ha lavorato tanto e ha raggiunto tutto quello che si poteva raggiungere».

Il diciottenne ricorda di «essere cresciuto in una famiglia dalla mentalità molto aperta che mi ha sempre sostenuto».

Per realizzare i suoi obiettivi, si è così trasferito in un Paese straniero, ma quando può torna a Parma. «Amsterdam è bellissima - racconta -, è una città piena di cultura; è inoltre un luogo dalla mentalità aperta e internazionale. Un posto dove mi piacerebbe vivere anche perché proprio nella capitale olandese ha sede una grande compagnia internazionale».

Impegno

A chi volesse intraprendere la sua carriera, dà qualche saggio e pratico consiglio. «Chi pensa che sia dura ha ragione - commenta - , c'è tantissimo lavoro e, se non si nasce con doti particolari, si deve lavorare il doppio. È dura fisicamente ma bisogna anche possedere una volontà d ferro. Io, ad esempio, di solito ho la prima lezione alle 10 del mattino e finisco alle 18 ma, prima di cominciare, faccio riscaldamento per un'ora e mezza. Tempo libero quindi me ne resta poco e, anche se vivo in una città piena di vita e attrazioni come Amsterdam, a parte qualche ora con gli amici, quando non sono a scuola mi riposo. A ballare in discoteca - sorride -, ad esempio, non vado mai. E il mio impegno non cambia neppure quando torno qui perché anche qui faccio lezione con i miei insegnanti parmigiani».

Michele Ceparano