Pallacanestro
Fulgor Fidenza, è l'ora di Milovanovic: «Faremo di tutto per salvarci»
Un altro colpo per la Fulgor Fidenza: dopo il centro Dario Zucca, alla corte di coach Bizzozi arriva l'ala-guardia Marko Milovanovic. Per il macedone, classe 2002, si tratta di un ritorno in Italia, dopo l'esperienza - durata quattro stagioni, tra il 2019 e il 2023 - a Cremona, sponda Juvi, con cui ha centrato anche la promozione in serie A2. Arriva dal Madzari, formazione che in Macedonia milita nella Prima lega: i 10 punti di media segnati da Milovanovic nei 23' spesi sul parquet hanno permesso alla sua ex squadra di risalire la china in classifica, vincendo sette delle ultime otto partite, dopo aver perso le prime quattro. A Fidenza sperano che possa ripetersi anche qui. «Me lo auguro pure io» confida Milovanovic, che al pari di Zucca potrebbe esordire già domani al Palapratizzoli contro Vicenza. «Mi hanno detto che in questo impianto c'è un tifo incredibile: non vedo l'ora di giocare davanti al nostro pubblico».
Le sue sensazioni dopo i primi allenamenti?
«Si lavora sodo, sia in campo che in palestra. Ho trovato però un gruppo disponibile, che sta mostrando grande applicazione. Sul piano dei risultati la squadra sta attraversando un momento delicato: servirà dare il 100%. E anche qualcosa di più».
La Fulgor ha tanti giovani: lei, a neanche 24 anni, nello spogliatoio può essere considerato quasi un veterano...
«Sì, in effetti è la prima volta che a livello anagrafico sono il quarto più grande del gruppo. Sento addosso una responsabilità in più, ma in senso positivo: posso e voglio aiutare la squadra. Alla Fulgor devo dire però che i giovani hanno talento e portano un'energia incredibile».
Marko, quanto le è mancata l'Italia?
«Tantissimo, mi creda. Sono arrivato qui che avevo 14 anni: in Italia ho studiato e conosciuto tante persone cui sono rimasto legato. Ero tornato a giocare in Macedonia con l'idea di accumulare esperienza per poi tornare qui più pronto. A Skopje facevo praticamente il dodicesimo: non giocavo tanti minuti, ma ho imparato moltissimo a livello cestistico e anche umano. Negli ultimi due mesi ho militato fra le fila del Madzari: conoscevo l'allenatore e mi è stato proposto un contratto "aperto", in attesa che arrivassero i documenti per il ritorno in Italia. Abbiamo avuto buoni risultati».
Come se l'aspetta la serie B nazionale? Un campionato che peraltro lei ha già vinto con la Juvi Cremona.
«Devo riprendere confidenza con questa categoria, è passato un po' di tempo: se si è alzato il livello lo scoprirò in campo. Quando ero a Cremona tutte le avversarie erano agguerrite, ricordo pure ottimi giocatori».
Quali sono le sue principali caratteristiche?
«Una delle mie specialità è il tiro da fuori, ma sono anche un giocatore che difende con una certa intensità e che, in attacco, cerca di sfruttare le situazioni di pick and roll. In campo, poi, mi piace comunicare con i miei compagni di squadra, spingendoli sempre ad aiutarsi l'uno con l'altro. Aiutarsi, ecco: a Fidenza, per raggiungere la salvezza, avremo tanto bisogno anche di questo».
Vittorio Rotolo