Allarme

«Troppi incidenti»: in strada Argini esplode la rabbia

Michele Ceparano

Strada Argini: è di nuovo allarme incidenti e i residenti chiedono interventi per mettere in sicurezza questo punto della zona Sud della città. L'ultimo è stato pauroso. Ma la cosa più importante è che nessuno sia rimasto ferito. Dai residenti della zona in cui l'episodio è accaduto torna però a salire un grido d'allarme e di rabbia: «Questa strada non è sicura, le auto vanno a velocità troppo elevata e gli incidenti sono troppi. Occorre fare qualcosa prima che succeda qualcosa di più grave».

L'impatto
Sono passate da poco le 9,30 quando, per cause al vaglio della polizia locale, all'altezza del civico 248, nei pressi del Montessori Labor all'incrocio con strada Greggia - praticamente di fronte alla fermata dell'autobus -, si scontrano due veicoli: una berlina e un pickup Mitsubishi. L'impatto tra i due mezzi che, da quanto appreso da una prima ricostruzione, procedono nel medesimo senso di marcia, è violentissimo al punto che l'auto addirittura si ribalta andando a finire in un fossato. Scatta l'allarme e in poco tempo si muove la macchina dei soccorsi.

In strada Argini arrivano infatti le ambulanze del 118, i vigili del fuoco e la polizia locale che deve gestire anche l'emergenza viabilistica provocata dall'incidente.

Il personale di via Chiavari estrae le due persone che sono a bordo dell'auto, rimaste incastrate tra le lamiere del veicolo. Fortunatamente illese. Potranno così raccontare quei momenti solo come attimi di paura. Illeso anche il conducente dell'altro mezzo.

L'allarme
Ma il rumore dello schianto richiama anche l'attenzione di numerosi residenti della zona che sottolineano come quel tratto sia pericoloso e chiedono che si faccia qualcosa per mettere in sicurezza la strada già teatro di altri incidenti, alcuni purtroppo ben più gravi.

«Vivere qui è da tempo difficile - commenta uno che abita poco lontano del punto in cui si è verificato lo schianto -, le auto e gli altri veicoli, come le moto, vanno veramente troppo forte».

Fa notare che in quel punto, oltre a esserci la scuola Montessori, c'è una fermata dell'autobus, in cui ogni giorno stazionano in attesa diverse persone, tra cui anche diversi giovanissimi.

Andando agli episodi più recenti, racconta quando «un'auto su cui viaggiavano una donna con il suo bambino è finita in un prato». Inoltre, spiegano, in un'azienda che si affaccia sulla strada, «ultimamente, in una settimana, si sono verificati ben tre incidenti, con auto finite fuori strada che hanno danneggiato la recinzione della proprietà di fatto volando dentro il parcheggio».

Le proposte
Qualche miglioramento, a onore del vero, i residenti ammettono che si è visto. «Sono stati messi i cartelli con il limite dei 50 - proseguono - e la polizia locale ha fatto dei controlli con gli autovelox mobili. Bene, ma non è ancora abbastanza».

Aggiungono di avere, sempre in tempi recenti, scritto al Comune e alla polizia locale per chiedere qualche intervento che possa migliorare la vivibilità di un tratto di strada che, solo per citarne alcuni, al pari di Baganzola, via Traversetolo o via Mantova, sul piano della viabilità preoccupa non poco gli abitanti. L'elenco di ciò che andrebbe fatto per far «respirare» strada Argini lo stila uno dei residenti.

«Abbiamo chiesto di installare dei dossi - spiega - ma ci è stato risposto che, essendo questa una strada provinciale ad alto scorrimento, non possono essere installati per non ostacolare i mezzi di emergenza».

Ma quella dei dossi non è l'unica richiesta. «Se si vuole installare un autovelox fisso - prosegue -, c'è un'azienda che ha sede qui che si è offerta di fornire un'area di sua proprietà e la corrente per alimentarlo». Inoltre, «oltre ai maggiori controlli della velocità, serve un attraversamento pedonale all'altezza della fermata della linea 12 per la sicurezza dei nostri figli». Infine, «come è stato fatto in località Palazzina, più avanti verso Basilicanova, si potrebbero mettere dei pannelli dissuasori, quelli con gli emoji. Lì mi sembra che la situazione sia un po' migliorata. Potrebbero essere molto utili anche qui».

Michele Ceparano