STAND-UP COMEDY

Paganini, risate e applausi per Giorgia Fumo

Scrivere «Out of office» non è mai stato così terapeutico. Ieri sera, all’Auditorium Paganini, Giorgia Fumo ha fatto quello che molti sognano ogni lunedì mattina: ha preso il mondo dell’ufficio e lo ha smontato pezzo per pezzo, a colpi di ironia. Il tutto portandolo su un palcoscenico.

Nessun badge, nessuna call, nessuna slide. Solo una stand-up comedy che conquista perché parla di ogni singolo spettatore. «Benvenuti a teatro: il posto che ora posso chiamare ufficio». Applauso scrosciante del pubblico. Silenzio e ripartenza: «Questa non è stata propriamente la reazione della mia famiglia». Out Of Office è un viaggio lucido e divertito dentro le sfide e le assurdità della vita professionale, osservata da chi l’ha vissuta davvero. Giorgia Fumo parte dai suoi tredici anni trascorsi tra scrivanie e open space per raccontare come il lavoro sia radicalmente cambiato nell’ultimo periodo, trasformandosi in un ecosistema fatto di presentazioni PowerPoint, fogli Excel, burnout normalizzati e figure che amano definirsi «persone che lavorano con le persone».

Il suo sguardo è affilato, mai compiaciuto. Sul palco prendono forma personaggi e situazioni familiari: le storie strappalacrime dei boomer, le riunioni infinite, la piramide del valore di chi scrive le mail.

È un catalogo dell’assurdo quotidiano che funziona perché non nasce dalla caricatura ma dall’esperienza diretta. Lo spettacolo di Giorgia Fumo non è però soltanto una sequenza di battute sul lavoro. È un ritratto autentico di un microcosmo in cui, volenti o nolenti, passiamo gran parte delle nostre giornate, mescolando aspettative, frustrazioni e limiti personali. Tra una call e l’altra, quelle in cui, come suggerisce lo show, si riesce spesso a dare il peggio di sé, l’artista lascia spazio anche alla riflessione, senza mai perdere ritmo o leggerezza. La forza della sua performance sta nella sua capacità di far ridere senza semplificare, di essere pop senza essere superficiale. La risata arriva puntuale ma non se ne va immediatamente: il pubblico si rivede, si riconosce, e ride di sé.

La produzione è firmata Savà Produzioni Creative, con la supervisione ai testi di Manuela Mazzocchi e la regia di Enrico Zaccheo. Uno spettacolo essenziale, diretto, che non ha bisogno di orpelli per funzionare. Quando le luci si spengono, il messaggio è chiaro: tornare «in office» sarà inevitabile. Ma dopo aver riso di loro, anche l’ufficio e tutti i suoi figuranti avranno un peso diverso sul palco della quotidianità in cui ognuno deve essere protagonista.

Pietro Razzini