Morta a 13 mesi

Piccola Jap, bloccati i funerali, via all'indagine

Doveva essere il giorno dell’ultimo saluto, per la piccola Jap Kaur: tutto era pronto per piangere questa volta in un abbraccio collettivo la figlia di migranti indiani residenti a Bibbiano morta a soli 13 mesi al Maggiore, a mezzogiorno del primo gennaio dopo dieci giorni di agonia. Alcuni familiari avevano anche affrontato la quindicina di ore di volo che dividono la madrepatria dall’Italia, per partecipare ai funerali di Jap ieri alle 11 alla chiesetta dell’ospedale. La breve cerimonia avrebbe preceduto la cremazione al tempio di Valera e infine il trasferimento delle ceneri nel Punjab, terra d’origine dei genitori della piccola al confine con il Pakistan.

Invece, sia all’interno che all’esterno della chiesetta c’era il deserto: il corpicino della piccola ancora a poche decine di metri di distanza, conservato all’istituto di Medicina legale del Maggiore. Solo dopo l’autopsia, che si terrà nei prossimi giorni, la salma potrà essere riconsegnata alla famiglia. A disporre l’esame, la Procura di Parma che - di propria iniziativa, senza che sia stata sporta alcuna denuncia - ha aperto un fascicolo contro ignoti, chiedendo innanzitutto all’ospedale una relazione sulla morte della bimba. L’obiettivo è escludere ogni possibile ombra dalla tragedia, escludere eventi traumatici, negligenze o errori di sorta. Che a ucciderla sia stata una meningite batterica particolarmente aggressiva è quasi certo: si vuole solo cancellare in modo definitivo quel «quasi».

Una coda di dolore a una vicenda straziante per l’intera comunità di Bibbiano. La piccola abitava nella frazione di Corniano, sulla strada per San Polo D'Enza, con la sorellina di 5 anni e i genitori: il papà, Singh Palwinder, 45 anni bracciante agricolo in una stalla, e la mamma Kaur Baljinder, 35, casalinga, arrivata in Italia nel 2023, grazie a un ricongiungimento familiare e in attesa di permesso di soggiorno. Il dramma è partito in sordina, a metà del mese scorso, quando Jap ha cominciato a non sentirsi bene. Lì per lì sembrava una banale influenza. Invece, la febbre ha continuato a salire, anche dopo che la piccola - visitata dal pediatra - ha cominciato ad assumere medicine.

Il 19 dicembre, i genitori hanno portato la bimba al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia: in un primo tempo, Jap sembrava reagire alle cure, ma si è trattato di una breve e crudele illusione. Il 21, visto il continuo peggioramento, si è deciso di trasferirla al Maggiore, dov’è stata ricoverata direttamente in Terapia intensiva. E qui ogni sforzo per salvarla si è rivelato vano: il quadro clinico della piccola non ha smesso di precipitare. Fino al primo gennaio, quando il suo cuore ha smesso di battere e al suo capezzale medici e infermieri sono stati costretti ad arrendersi nel dolore generale.

rob.lon.