Felino
Felino - Mario e Bruno, due vicini che risiedevano a Cevola, frazione di Felino, circa quarant’anni fa iniziarono a piantumare, giorno dopo giorno, alberi da frutta sui due lati della strada che, lasciate le prima case, sale verso la collina. Quegli alberi, com’è stato ricordato, producevano frutti che non erano destinati solo ai due amici, ma chiunque passando poteva raccogliere quello che voleva. Ci fu chi lo fece notare a Mario e Bruno, i quali risposero che se di frutta ce n’era per loro ce n’era anche per gli altri.
Seguendo questo spirito altruistico Andrea Bandini, Maria Luisa Franco, Nino Piazza, Luigi Siri e Maurizio Stefanini, nei mesi scorsi hanno deciso di mettersi al lavoro per far rivivere l’opera di Mario e Bruno, che ci hanno lasciato da anni, cioè ricreare un cammino grazie al quale la gente potesse fermarsi a far due chiacchiere e socializzare. E’ stato un lavoro faticoso e impegnativo, perché si è reso necessario togliere arbusti e fogliame cresciuti in modo disordinato, sistemare e pulire i due lati della via e mettere a dimora le nuove piante da frutta (in tutto quaranta tra peri, meli, ciliegi, fichi, albicocchi) donate dalla Regione su terreni che il proprietario ha generosamente messo a disposizione della «squadra».
Nei giorni scorsi è stato inaugurato il percorso chiamato «I frutti di Mario e Bruno», cammino che parte da un masso prelevato dal Baganza e trasportato da Andrea, sul quale una targa porta i nomi di Mario e Bruno.
All’inaugurazione erano presenti numerosi residenti nella frazione, tra questi Maria, moglie di Bruno, che da poco ha compiuto 100 anni, memoria viva di questo paese, conoscenti dei due vicini ed il sindaco di Felino Filippo Casolari. «Ringrazio coloro che con disponibilità ed impegno hanno realizzato questo percorso, pensato non in chiave personale ma per tutti quelli che passeranno di qua – ha detto il primo cittadino – questo cammino è un valore donato alla frazione da persone speciali che hanno dimostrato cosa vuol dire accoglienza e generosità verso gli altri». E’ seguito un ricco rinfresco offerto dalla comunità e poi, come segno propiziatorio, l’accensione di un piccolo falò.
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