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Il caso

Il content creator Micheli: «Giù le mani dal cavàl pisst»

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Il content creator Micheli: «Giù le mani dal cavàl pisst»

22 Febbraio 2026, 03:01

«Giù le mani dal cavàl pisst». Lo ha detto chiaro e tondo ieri, utilizzando i suoi canali Facebook e Instagram, anche Ferruccio Micheli. Trent'anni, parmigiano, è un creator digitale che si occupa di cucina. Una passione, quella per la gastronomia, che gli è stata tramandata dalla nonna e dal padre, come spiega lui stesso, «grandi cuochi».

Si definisce un autodidatta e ha iniziato a creare contenuti a giugno 2023 raggiungendo in breve tempo alcuni traguardi come le collaborazioni con realtà importanti nel mondo della cucina: Philadelphia, Buitoni e, nel nostro territorio, Rodolfi.

Anche a lui, come a tantissimi parmigiani, l'ipotesi di un'eventuale messa al bando della carne di cavallo, ha suscitato più che un moto di disapprovazione. Non siamo ancora al punto da incatenarsi di fronte ad alcuni «templi» della carne di cavallo come «Pepèn» o alle storiche macellerie della nostra città o provincia. Ma la notizia, vero e proprio «fulmine a ciel sereno», inquieta, tanto che nei giorni scorsi anche un popolare programma come «Melog», condotto da Gianluca Nicoletti su Radio 24, ha aperto i suoi microfoni agli ascoltatori raccogliendo i loro pareri e, soprattutto, le loro preoccupazioni.

Perché al cavàl pisst, da noi non è solo cibo. È storia e tradizione. Oltre che economia. E le code del sabato mattina davanti alle botteghe dei «cavallai», sono un rito, che viene celebrato dai parmigiani di ogni età e che ha subito stregato anche chi non è nato all'ombra del Battistero.

Micheli, da figlio di questa terra, lo sa bene e nei video sui social, oltre a consigliare come gustare al meglio la carne di cavallo cruda con la focaccia, racconta come «negli ultimi giorni la notizia più chiacchierata, soprattutto qui a Parma, riguarda la proposta di legge sull'abolizione della carne di cavallo. E da buon parmigiano non posso stare zitto perché la carne di cavallo fa parte della mia cultura e della mia tradizione».

Quasi un «unicum» che ci identifica fuori dai confini del Ducato. Come altri prodotti, il prosciutto o il Parmigiano, ma anche come Verdi e, grazie a un «miracolo» sportivo che vide tra i suoi iniziatori Nevio Scala, il Parma calcio.

Micheli va dritto al punto. Se qualcuno chiedesse, «in tutto il resto d'Italia, il pesto, gli porterebbero il pesto al basilico classico, quello alla genovese». A Parma no. «Qui ti portano il cavallo crudo. E il modo migliore per mangiarlo, per quanto mi riguarda è dentro un panino, oggi dentro una focaccia - aggiunge sornione fissando l'obiettivo -. Questa è la mia focaccia col cavàl pisst, come si dice a Parma, e non ci voglio assolutamente rinunciare».

M.Cep.

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