Fornovo
Le preoccupazioni dei residenti di Cafragna non si sono ancora attenuate, dopo che sabato sulla collina della Costa qualcuno ha sparato tre colpi di fucile vicino alle case. Da calendario venatorio è iniziata la caccia di selezione per l'abbattimento dei caprioli, ma i dubbi e i timori degli abitanti rimangono: «Mancano gli avvisi e sono doverosi - dicono i residenti -. Non solo per gli abitanti, ma con il bel tempo sono tante le persone che vengono a fare le passeggiate o che usano le bici nelle carraie».
«La zona ricade in azienda faunistico venatoria in cui la "caccia di selezione" su capriolo in questo periodo è ammessa - ha chiarito la polizia provinciale -. Risultano esplosi 2 colpi al mattino e 1 colpo di sera. Le azioni sono state eseguite da tiratore regolarmente abilitato e supportato da accompagnatore non armato. La selezione deve sempre attenersi al rispetto delle norme di sicurezza, chiaramente le armi utilizzate non sono silenziate e possono generare disturbo non trascurabile. Sarà cura del servizio prestare attenzione al rispetto delle norme». Ma la caccia di selezione al capriolo fino a quando durerà? «Il capriolo è cacciabile dal primo gennaio al 15 marzo, dal 16 agosto al 29 settembre e dal 1 giugno al 14 luglio, dipende dal sesso in selezione in 5 giorni alla settimana tranne martedì e venerdì da un'ora prima del sorgere del sole a un'ora dopo il tramonto - continuano i referenti della polizia provinciale -. Vengono fatti censimenti e sulla base di quelli la Regione assegna il numero di capi da abbattere, in questo caso in Azienda faunistico venatoria». E anche se secondo i residenti nelle colline di Cafragna il numero di caprioli è esiguo, la polizia provinciale assicura: «Non sono così pochi ma hanno abitudini crepuscolari e in questo periodo è meno frequente osservarli di giorno. La caccia di selezione è uno strumento di gestione faunistica che contribuisce a mantenere le popolazioni di animali selvatici in equilibrio con l'ambiente, infatti si basa su censimenti e individuazione di classi specifiche di animali. I selecontrollori sono cacciatori formati proprio per questo tipo di approccio». Ma c'è di più: per legge i cacciatori abilitati possono sparare a 100 metri dalle case e a 50 da una strada. E tutto questo senza avvisi pubblici: «Per rispetto a persone e a animali - sottolineano gli abitanti - la legge andrebbe modificata».
«Il rispetto delle distanze è necessario, l'importante non è tanto la gittata ma il concetto di direzione, che per essere consentito non può essere ovviamente verso case e strutture - risponde ancora la polizia provinciale -. Rispetto alla distanza entrano poi in gioco l'alzo del colpo e l'assetto del tiro e la morfologia del terreno. Lo sparo non può avvenire in direzione ad una distanza inferiore ad una volta e mezzo la gittata dell'arma a canna rigata (carabina). Un cacciatore abilitato, in particolare un selecontrollore conosce bene la dinamica di tiro e le condizioni di sicurezza da rispettare. Ovvio che il rumore di un tiro eseguito in sicurezza è sempre rilevante in prossimità, ma anche a distanza specie in situazioni morfologiche particolari». E conclude la polizia provinciale: «Nella selezione non è previsto che venga informata la popolazione a differenza della caccia in forma collettiva al cinghiale. I selecontrollori devono attenersi alle norme di legge e del regolamento regionale». Insomma, sull'intervento di caccia a Cafragna, nonostante la paura dei residenti «non risultano irregolarità».
© Riproduzione riservata
Contenuto sponsorizzato da CMS Electric Motors Srl
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata