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Spari vicino alle case di Cafragna? «Tutto regolare per caccia ai caprioli». Gli abitanti: «Paura e senza avvisi»

Colpi di fucile vicino alle case: caccia di selezione ai caprioli e tensione tra residenti che chiedono avvisi

Spari vicino alle case di Cafragna? «Tutto regolare per caccia ai caprioli». Gli abitanti: «Paura e senza avvisi»

26 Febbraio 2026, 10:02

Le preoccupazioni dei residenti di Cafragna non si sono ancora attenuate, dopo che sabato sulla collina della Costa qualcuno ha sparato tre colpi di fucile vicino alle case. Da calendario venatorio è iniziata la caccia di selezione per l'abbattimento dei caprioli, ma i dubbi e i timori degli abitanti rimangono: «Mancano gli avvisi e sono doverosi - dicono i residenti -. Non solo per gli abitanti, ma con il bel tempo sono tante le persone che vengono a fare le passeggiate o che usano le bici nelle carraie».

«La zona ricade in azienda faunistico venatoria in cui la "caccia di selezione" su capriolo in questo periodo è ammessa - ha chiarito la polizia provinciale -. Risultano esplosi 2 colpi al mattino e 1 colpo di sera. Le azioni sono state eseguite da tiratore regolarmente abilitato e supportato da accompagnatore non armato. La selezione deve sempre attenersi al rispetto delle norme di sicurezza, chiaramente le armi utilizzate non sono silenziate e possono generare disturbo non trascurabile. Sarà cura del servizio prestare attenzione al rispetto delle norme». Ma la caccia di selezione al capriolo fino a quando durerà? «Il capriolo è cacciabile dal primo gennaio al 15 marzo, dal 16 agosto al 29 settembre e dal 1 giugno al 14 luglio, dipende dal sesso in selezione in 5 giorni alla settimana tranne martedì e venerdì da un'ora prima del sorgere del sole a un'ora dopo il tramonto - continuano i referenti della polizia provinciale -. Vengono fatti censimenti e sulla base di quelli la Regione assegna il numero di capi da abbattere, in questo caso in Azienda faunistico venatoria». E anche se secondo i residenti nelle colline di Cafragna il numero di caprioli è esiguo, la polizia provinciale assicura: «Non sono così pochi ma hanno abitudini crepuscolari e in questo periodo è meno frequente osservarli di giorno. La caccia di selezione è uno strumento di gestione faunistica che contribuisce a mantenere le popolazioni di animali selvatici in equilibrio con l'ambiente, infatti si basa su censimenti e individuazione di classi specifiche di animali. I selecontrollori sono cacciatori formati proprio per questo tipo di approccio». Ma c'è di più: per legge i cacciatori abilitati possono sparare a 100 metri dalle case e a 50 da una strada. E tutto questo senza avvisi pubblici: «Per rispetto a persone e a animali - sottolineano gli abitanti - la legge andrebbe modificata».

«Il rispetto delle distanze è necessario, l'importante non è tanto la gittata ma il concetto di direzione, che per essere consentito non può essere ovviamente verso case e strutture - risponde ancora la polizia provinciale -. Rispetto alla distanza entrano poi in gioco l'alzo del colpo e l'assetto del tiro e la morfologia del terreno. Lo sparo non può avvenire in direzione ad una distanza inferiore ad una volta e mezzo la gittata dell'arma a canna rigata (carabina). Un cacciatore abilitato, in particolare un selecontrollore conosce bene la dinamica di tiro e le condizioni di sicurezza da rispettare. Ovvio che il rumore di un tiro eseguito in sicurezza è sempre rilevante in prossimità, ma anche a distanza specie in situazioni morfologiche particolari». E conclude la polizia provinciale: «Nella selezione non è previsto che venga informata la popolazione a differenza della caccia in forma collettiva al cinghiale. I selecontrollori devono attenersi alle norme di legge e del regolamento regionale». Insomma, sull'intervento di caccia a Cafragna, nonostante la paura dei residenti «non risultano irregolarità».

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