Raduno
Alpini, l'abbraccio di Corniglio - Foto
E’ un messaggio di unità, pace e speranza quello che si è levato da Corniglio, dove si è conclusa la tre giorni del 69° Raduno sezionale degli Alpini di Parma. Un raduno molto sentito e atteso, che segna la ripartenza dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia.
E Corniglio non si è tirata indietro, ma ha dato il meglio di sé nell’accogliere le centinaia e centinaia di penne nere provenienti da tutta la provincia (ma non solo), che hanno pacificamente invaso il capoluogo dell’alta Val Parma.
Ad aprire la giornata, dopo l’alzabandiera e la sfilata dei gonfaloni, il saluto delle autorità. Il capogruppo di Corniglio Franco Graiani ha rivolto un pensiero affettuoso a Faliero Cerdelli, storico presidente del gruppo di Corniglio, e agli alpini «andati avanti», mentre il sindaco alpino di Corniglio, Giuseppe Delsante, dopo aver sottolineato il lavoro della macchina comunale, ha rimarcato la bellezza del tornare a stare insieme.
Il prefetto di Parma Antonio Garufi ha sottolineato l’importanza del concetto di «unione», mentre il presidente sezionale Antonio Claudio Modolo non ha nascosto la sua emozione nel vedere i bambini dell’Ic Corniglio fare propri i valori alpini.
La mattinata è proseguita con la sfilata e la celebrazione della santa messa - presieduta dal vescovo Enrico Solmi affiancato dal parroco di Corniglio don Orlando Ruiz Mesa e accompagnata dal Coro del Monte Fuso - per poi concludersi con il passaggio della stecca al gruppo Alpini di Pellegrino e il rancio alpino in località Ghiare.