Lai Xiaomin, oltre 100 amanti e mazzette per 260 mln
Lai Xiaomin, ex potente presidente di China Huarong Asset Management, tra i quattro colossi cinesi di gestione dei crediti deteriorati, ha confessato gli addebiti contestatigli martedì all’apertura dell’udienza davanti alla Second Municipal Intermediate Peoplès Court di Tianjin: ha ammesso di aver incassato mazzette e di essersi appropriato indebitamente di risorse per 260 milioni di dollari in 10 anni.
Ha anche riconosciuto la bigamia e il mantenimento di due figli illegittimi, parte di un profilo «criminale» tracciato già due anni fa dall’Anticorruzione del Partito comunista cinese gettando le basi per la definizione affibbiatagli di «il più corrotto tra i corrotti». Le indagini avevano fatto emergere che Lai, 58 anni ed ex capo del Dipartimento della supervisione bancaria Banca centrale cinese (Pboc), aveva tra l’altro usato le risorse per foraggiare e mantenere oltre cento amanti, molte delle quali assunte nel gruppo che presiedeva.