App Immuni a fine mese: pronto il tracciamento Apple-Google
Un importate tassello avvicina il lancio dell’app Immuni, scelta dal governo italiano per il tracciamento del contagio da coronavirus e prevista per fine maggio. Apple e Google hanno consegnato ufficialmente la versione definitiva della loro tecnologia ai 22 governi che ne hanno fatto richiesta, tra cui l’Italia, ora spetta a questi ultimi la messa a punto finale. Mentre si attende il documento che il ministro della Salute Roberto Speranza deve consegnare al Garante Privacy per la valutazione d’impatto dell’app. E non mancano le voci critiche. «L'app non basta, manca la strategia delle 'tre T', ovvero «testare, tracciare e trattare», spiega Stefano Ruffo direttore della Sissa di Trieste.
«L'applicazione italiana usufruisce dei sistemi operativi forniti da due gruppi di livello internazionale perchè questo ne accresce l’efficienza in un quadro di tutela della privacy», commenta la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, che sottolinea come il sistema «aumenta anche le possibilità di rendere interoperabile l’app italiana con altre utilizzate all’estero». Pochi giorni fa il ministero ha messo in chiaro le specifiche dell’app Immuni che aspettavano questo ultimo tassello tecnologico da Apple e Google. In particolare, al primo accesso sarà richiesto all’utente - che dovrà avere minimo 14 anni - di inserire la provincia di riferimento.
Per arrivare al lancio definitivo, resta il 'documento di valutazione d’impatto per la protezione dei dati personalì al quale sta lavorando il ministero della Salute. Sarà a breve consegnato al Garante della privacy per la prevista valutazione. A quanto si apprende, l’app dovrebbe essere pronta a fine maggio con fase di sperimentazione che dovrebbe essere celere.
«L'app aiuta nell’individuazione dei contatti degli asintomatici, ma il lavoro pratico, quello lo devono fare le persone, non lo fa l’app», spiega il direttore della Scuola internazionale di Studi superiori avanzati (Sissa), Stefano Ruffo.