Pakistan
Il padre di Saman in aula a Islamabad: nuova udienza giovedì prossimo
E’ comparso questa mattina davanti al giudice del tribunale Islamabad il padre di Saman, Shabbar Abbas, sottoposto due giorni fa all’arresto provvisorio in Pakistan per l’omicidio, il sequestro di persona e la soppressione del cadavere della figlia 18enne, sulla base di una richiesta dell’Italia finalizzata all’estradizione. L’udienza si è svolta a porte chiuse e la prossima, fissata tra sette giorni, il 24 novembre, sarà dedicata alle controdeduzioni della difesa dell’uomo, fermato dalla polizia federale pakistana nel Punjab, la regione dove la famiglia Abbas viveva prima di trasferirsi a lavorare nelle campagne reggiane. Da lì, da Novellara, Saman è sparita la sera del 30 aprile 2021, dopodichè della ragazza non si è saputo più nulla. La giovane, ne sono convinti gli investigatori, sarebbe stata punita per essersi opposta a un matrimonio combinato.
Secondo le indagini dei carabinieri e della Procura di Reggio Emilia i due genitori avrebbero concorso nell’assassinare la ragazza con altri tre parenti, lo zio Danish Hasnain e i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. Tutti e cinque sono stati già rinviati a giudizio. Tra gli elementi raccolti dagli investigatori a carico di Shabbar Abbas c'è un’intercettazione con un parente, registrata un mese dopo la fuga. «Ho ucciso mia figlia», diceva il padre di Saman. Lo stesso familiare, sentito dai carabinieri, confermava il contenuto della telefonata spiegando che Shabbar gli aveva detto: «Io sono già morto, l’ho uccisa per la mia dignità e per il mio onore. Noi l’abbiamo uccisa».
Shabbar e Nazia sono coinvolti nel delitto, ma l’esecutore materiale sarebbe lo zio Hasnain, arrestato a Parigi. Contro di lui le dichiarazioni del fratello di Saman, secondo cui l'avrebbe strangolata. Il ragazzo, minorenne, ha raccontato di aver assistito a una riunione di famiglia dove si parlava di come far sparire il corpo della sorella, smembrandolo e gettandolo in un fiume.