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Medicina, 14.787 posti nel 2023: il nuovo test (e la selezione al quarto anno di superiori)

Entro il mese di aprile si deciderà di ampliare il margine di ingresso a Medicina. Lo ha annunciato il ministro dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico a Catania. «Sarà allargato non solo il margine di ingresso - ha detto - ma anche il collo di bottiglia delle specializzazioni. Ma teniamo presente che i nuovi iscritti saranno medici tra 7-8 anni. E dobbiamo anche ragionare anche in una prospettiva di mercato». Il ministro ha sottolineato che la formazione terrà conto infatti dei nuovi percorsi e delle nuove specializzazioni come l’ingegneria biomedica e la robotica».  I posti disponibili saranno 14.787 e da aprile debutta il nuovo esame Tolc (Dal maxi concorso di settembre si passa al test con esame Tolc, Test OnLine Cisia) con la possibilità di tentare il test anche per i ragazzi al quarto anno delle superiori (Per chi è al quarto anno si avranno quattro chance in tutto: due in quarta e due in quinta. Mentre solo due per chi gli studenti del quinto anno. Chi fa la maturità nel 2023 avrà quindi soltanto due possibilità per passare la selezione). La ministra dell’Università, Annamaria Bernini, ha infatti firmato il decreto in cui vengono indicati i posti provvisori per quest’anno, un numero che al tavolo con Regioni e Atenei potrebbe subire qualche variazione ma che dà l’idea degli spazi disponibili per i futuri camici bianchi. La prima finestra è prevista per il 2023 tra il 13 e il 22 aprile mentre la seconda tra il 15 e il 25 luglio. 

Il test si compone di 50 quesiti a cui rispondere in 90 minuti su tematiche diverse. Tra le sezioni della prova: comprensione del testo, conoscenze acquisite negli studi, Biologia, Chimica e fisica, Matematica e ragionamento. Il risultato è calcolato a partire da un punteggio attribuito secondo i criteri seguenti: 1 punto per ogni risposta esatta , -0,25 punti per ogni risposta errata e 0 punti per ogni risposta non data. Si entra in graduatoria con il miglior punteggio ottenuto tra quelli conseguiti nell’anno 2023, per l’anno accademico 2023/2024 mentre per l’anno accademico 2024/2025 viene utilizzato il miglior punteggio ottenuto nell’anno 2024 o in quello precedente.Per quest’anno bisognerà aspettare il 5 settembre per avere i risultati e le graduatorie.

Quanto alla programmazione universitaria, Bernini ha detto che si sta operando per «stabilizzare le cose buone fatte con il Pnrr». L’attenzione è rivolta alla qualità degli investimenti e alla eliminazione delle «complessità burocratiche» che ostacolano il percorso di crescita. Sarà inoltre valorizzata la ricerca per favorire il ritorno dei ricercatori che si sono trasferiti all’estero. «Dobbiamo essere in grado - ha concluso - di offrire un sistema paese accogliente». Quanto alla programmazione universitaria, Bernini ha detto che si sta operando per «stabilizzare le cose buone fatte con il Pnrr». L’attenzione è rivolta alla qualità degli investimenti e alla eliminazione delle «complessità burocratiche» che ostacolano il percorso di crescita. Sarà inoltre valorizzata la ricerca per favorire il ritorno dei ricercatori che si sono trasferiti all’estero. «Dobbiamo essere in grado - ha concluso - di offrire un sistema paese accogliente». 

Gli operatori sanitari sono pochi perchè in passato non è stata fatta un’attenta programmazione del fabbisogno. Rivedere tali fabbisogni è intenzione del tavolo istituito tra il Ministero dell’Università e della Salute. E' stato previsto un primo aumento per le iscrizioni alle Facoltà di Medicina di circa 600 unità, ma ad aprile in sede di Conferenza Stato Regioni verranno determinati i fabbisogni più specifici, intrecciando i dati relativi all’offerta formativa delle università». Così il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, intervenuto a «Radio anch’io» su Rai Radio 1, che ha specificato come «oggi si paga ancora lo scotto della legge che impone alle Regioni il limite al tetto di spesa per le assunzioni del personale sanitario, parametrato al 2004 meno l'1,4%. Ripensare questo vincolo potrebbe essere un forte segnale per aumentare la dotazione organica negli ospedali».
«La carenza di personale medico e il fenomeno delle aggressioni nei pronto soccorso - ha sottolineato - sono conseguenze di una stratificazione di problemi che si sono sedimentati negli ultimi dieci anni e che abbiamo ereditato».
«'L'attenzione del Governo su questi temi è massima e un primo segnale in tal senso è lo stanziamento di 200 milioni di euro per incrementare l’indennità per il personale impegnato nei reparti di emergenza-urgenza, a partire dal 2024», ha proseguito Gemmato. Queste risorse, ha concluso, «non colmeranno nel breve termine le difficoltà, ma sono indicative della volontà dell’esecutivo di investire nella sanità pubblica, in un momento di crisi legata all’emergenza energetica, per la quale sono stati allocati quest’anno 1,4 miliardi dei 2 miliardi in più destinati al fondo sanitario nazionale».