il caso
Il ministro Crosetto "sposta" Vannacci, avrà "un altro impiego nell'Esercito"
Il generale Roberto Vannacci sarà assegnato a un altro impiego e non è certo che tornerà ad un ruolo operativo. Dopo l’avvicendamento del militare finito nella bufera per il suo libro 'Il mondo al contrario', trapelano dettagli del suo colloquio con Crosetto al ministero della Difesa venerdì scorso e qualche anticipazione sul suo futuro. Almeno quello imminente, perché come il generale ha più volte ripetuto in merito a una sua eventuale discesa in politica, preferisce non precludersi alcuna possibilità in qualsiasi campo.
«Al momento resto un soldato», continua intanto a ribadire. E delle prossime disposizioni parla il ministro, tornando sull'incontro per 'motivi privati' avuto al dicastero: «gli ho detto che applicherò le regole e darò tutte le garanzie e le tutele che servono come farei con chiunque. Il libro può scriverlo e presentarlo, il tema non è quello. Vedremo nei prossimi mesi e nelle prossime settimane quale sarà l’impiego di Vannacci, che non è stato cacciato dalle Forze armate e come qualunque dirigente deve avere un impiego. La sua Forza armata gli proporrà un impiego alternativo. Se sarà operativo questo non compete a me ma alla Forza armata e al dialogo che ci sarà tra di loro», spiega Crosetto all’indomani dell’appuntamento pubblico del generale a Marina di Pietrasanta, tappa del tour per il suo libro che comunque prosegue.
Racconti che continuano ad alimentare la fama del soldato diventato in poco tempo un personaggio, secondo molti corteggiato da alcuni ambienti politici. Il ministro intanto fa spallucce sull'eventualità che Vannacci possa candidarsi in futuro con proprio Fratelli d’Italia: «Non ne ho idea. Non mi occupo del futuro di Vannacci. Vannacci ha chiesto di parlarmi, gli ho parlato, ho detto a lui quello che pensavo, ho ascoltato quello che lui doveva dirmi».
Non manca un monito che Crosetto rivolge indirettamente a Vannacci: «Sono convinto che il sistema democratico si alimenta dal confronto delle idee, che anche se diverse devono confrontarsi. Ma le istituzioni hanno un altro compito, devono difendere principi e valori. Le idee possono essere diverse ma i principi e i valori sono un’altra cosa: soprattutto deve difenderli chi lo fa per lavoro e per scelta, in primis le Forze armate».