il caso
"Castello delle Cerimonie", dopo la confisca arriva una pioggia di disdette. Cresce la paura dei dipendenti
Tremano per il futuro occupazionale i circa 150 dipendenti del Grand hotel «La Sonrisa», conosciuto dal grande pubblico, anche televisivo, come «Il Castello delle Cerimonie», confiscato e affidato al Comune di Sant'Antonio Abate, nel Napoletano. La celebre location sta subendo una pioggia di disdette da parte di coppie volevano festeggiare nel famoso ristorante-hotel le proprie nozze ed anche se la struttura resta aperta, il futuro resta un’incognita.
«Abbiamo appreso solo dai media della sentenza che riguarda la nostra fonte di lavoro», afferma Emma, addetta alla reception. «Stiamo vivendo momenti di profonda angoscia ed incertezza, perché vogliamo continuare a lavorare. Tra noi ci sono famiglie che pagano un mutuo, il fitto di casa, che hanno figli da mantenere all’università e vorremmo essere rassicurati sul nostro futuro».
Questa mattina i lavoratori si sono riuniti davanti al Comune di Sant'Antonio Abate per esporre al sindaco Ilaria Abagnale le preoccupazioni che stanno vivendo. Il sindaco però non c'era e i lavoratori si sono aggiornati per giovedì mattina, per una marcia nelle strade di Sant'Antonio Abate. Alle 9 partiranno dai cancelli bianchi del Castello. «Abbiamo chiesto rispettosamente le autorizzazioni alle forze dell’ordine e al Comune - spiega Emma - perché noi non vogliamo disturbare né fare baccano. Però vogliamo fare capire che abbiamo bisogno di lavorare. Saremo ricevuti in delegazione dal sindaco, ma saremo in tanti, perché davanti al Comune porteremo anche le nostre famiglie».