Sardegna
Dopo un tuffo rischiava la paralisi, il bambino di 9 anni ora cammina
Da pochi giorni era arrivato in Ogliastra con i genitori per trascorrere un periodo di vacanza prima di tornare a Brema, in Germania. Qualche tuffo nel mare cristallino della spiaggia della baia di Porto Frailis, a Tortolì. Poi il dramma: una entrata in acqua sfortunata mentre giocava, il colpo alla testa sul fondale e la corsa in ospedale a Lanusei. Qui solo la prontezza dei soccorsi e la gestione del piccolo paziente di 9 anni da parte dei medici del Pronto soccorso del N.S. della Mercede, ha salvato il bimbo dalla tetraplegia, una paralisi irreversibile.
Ora sta meglio ed è tornato nella sua casa di Brema insieme alla famiglia: ha iniziato a camminare e non sente dolore, dovrà però continuare a portare il collare per un pò di tempo. Ma per lui e i genitori sono stati giorni di apprensione. Dopo il tuffo traditore, sono subito arrivati i soccorsi con i volontari di Bari Sardo che hanno immobilizzato il bambino con il collare e l'asse spinale e lo hanno trasportato in ospedale, dove sono state effettuate una visita neurologica e una ortopedica. Il piccolo è stato considerato «paziente a rischio».
Alla fine i sanitari hanno deciso di tenere il piccolo paziente a Lanusei monitorato da un’equipe dedicata in attesa che dalla Germania arrivasse il medico della compagnia di assicurazione della famiglia che aveva organizzato il trasporto del bambino allettato, prima in ambulanza verso l’aeroporto di Olbia e da qui il volo per Francoforte. All’arrivo a Brema è stata confermata la diagnosi fatta in Sardegna e al bimbo è stato adattato un altro collare.
«Vi siamo immensamente grati, siete stati degli angeli», così i genitori ai medici di Lanusei che hanno agito in modo puntuale ed efficace, scongiurando la paralisi.