CHIAVARI
Tre persone andranno a processo per l'omicidio di Nada Cella
La madre della ragazza: "Ho il cuore più leggero"
La svolta arriva dopo quasi 30 anni: per la morte di Nada Cella ci sarà un processo. Ad essere rinviati a giudizio l’ex insegnante accusata di essere l’assassina, Anna Lucia Cecere, il commercialista Marco Soracco, da cui lavorava Nada, e l’anziana madre Marisa Bacchioni.
Dunque ci sarà un processo per l’omicidio della giovane segretaria uccisa il 6 maggio 1996 nello studio dove lavorava a Chiavari (Genova). I giudici della Corte di appello di Genova che hanno accolto il ricorso della Procura contro il proscioglimento di Anna Lucia Cecere, Marco Soracco e l’anziana madre Marisa Bacchioni.
A marzo la giudice Angela Nutini aveva prosciolto Cecere perché aveva giudicato gli elementi raccolti dalla procura solo come «sospetti». Sospetti che, aveva sottolineato, non possono «portare a formulare una ragionevole previsione di condanna», come vuole la riforma Cartabia, e che renderebbero «inutile il dibattimento» visto il quadro probatorio per alcuni aspetti «contraddittorio e insufficiente». Il gup aveva prosciolto anche il commercialista e l’anziana madre Marisa Bacchioni, questi ultimi accusati di favoreggiamento e false dichiarazioni.
La madre della ragazza: "Ho il cuore più leggero"
«Ho il cuore più leggero, sono contenta. È una restituzione di verità e giustizia». È quanto ha detto in lacrime Silvana Smaniotto, la mamma di Nada Cella, dopo aver saputo del rinvio a giudizio di Anna Lucia Cecere. «Sono contenta, perché è quello che si meritava la famiglia. Il lavoro della polizia e della procura è stato fuori misura ed era ingiusto che non ci fosse un processo anche per questo», il commento dell’avvocata Sabrina Franzone, che assiste la madre. Il processo inizierà il 6 febbraio.
«È stato un lavoro molto accurato lasciando fuori le illazioni. Gli elementi indiziari ci sono e portano su una direzione. Sappiamo che è un processo difficile ma nemmeno farlo era profondamente ingiusto. Quasi peggiore perché se non puoi credere nell’impegno e nella giustizia sarebbe stato insuperabile».