terracina
Blocca l'ambulanza con un bimbo a bordo e dà un pugno al medico
Nel pieno del traffico del rientro dei villeggianti dal mare, un automobilista con la sua auto ha bloccato un’ambulanza del 118 che aveva soccorso un bambino di 3 anni colto da convulsioni. E, non contento, quando il mezzo è riuscito a superarlo lo ha inseguito e alla fine ha dato un pugno in testa al medico che era a bordo. E’ quanto accaduto domenica intorno alle 19,15 a Terracina, sul litorale Pontino. L'aggressore, un 30enne di Latina, è stato poi denunciato.
L’uomo alla guida della sua auto «ha stretto il mezzo di soccorso, costringendo l’autista dell’ambulanza a bloccare il mezzo, per non andare fuori strada». E’ poi sceso dalla macchina e «in stato psichico vistosamente molto alterato, ha sferrato un pugno allo specchio retrovisore dell’ambulanza, rompendolo. È quindi sceso immediatamente dall’ambulanza il medico SET118, Dott. Vincenzo Di Girolamo, provando a calmare l’aggressore, e spiegando, contestualmente, che si è impegnati a gestire una situazione di emergenza che riguarda un bambino di 3 anni con crisi convulsiva. Il guidatore dell’auto, senza esitare, ha così sferrato un pugno al medico, colpendolo violentemente alla testa, e facendolo crollare per terra, per gridare, subito dopo, «guarda, io sono un pregiudicato non mi fa paura nessuno», come spiega in una nota il 118.
«Ennesimo episodio sconcertante - commenta Mario Balzanelli, presidente nazionale SIS118 - Questa storia, per la sua dinamica, rappresenta, peraltro, un assurdo nell’assurdo, perché la dinamica riferita è letteralmente incomprensibile. Chiediamo l'arresto - immediato - dell’aggressore, ai sensi delle vigenti norme di legge. Se non si arrestano questi soggetti, noi continueremo a venire massacrati. Al collega aggredito, la solidarietà mia e della SIS118».
Solidarietà al medico è arrivata anche dal sindaco di Latina Matilde Celentano, presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità: Di Girolamo è stato «vittima di un vile e ingiustificabile atto di violenza mentre era impegnato nel proprio lavoro al servizio della comunità».