TRAGEDIA IN SVIZZERA

Crans-Montana: si indaga per incendio e omicidio colposi. Identificati 113 dei 119 feriti, 11 sono italiani

Il ministro Tajani: "Si indaga, decine di interrogatori. Tre feriti da identificare"

Le ipotesi di reato nell’inchiesta aperta oggi sulla strage di Crans-Montana sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Lo ha detto la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud in conferenza stampa a Sion precisando che «tutte le piste sono aperte».
L’inchiesta si concentrerà in particolare su lavori svolti nel locale, sulle misure di sicurezza, i materiali impiegati, le misure di sicurezza e antincendio, il numero di persone presenti, il numero di persone autorizzate e le vie di evacuazione e d’accesso. 

Il ministro Tajani: "Inchiesta in corso, decine gli interrogati" 
«L'inchiesta è in corso. Ci sono state già decine di interrogatori con l’obiettivo di accertare la responsabilità» dell’incendio nel locale di Crans-Montana. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando ai giornalisti sul posto, aggiungendo che «è stata la prima cosa che ho chiesto al procuratore generale» della Svizzera e che la collaborazione con le autorità elvetiche è «molto positiva».

«L'uso di fuochi d’artificio nel locale, per quanto piccoli, non mi sembra una scelta responsabile», ha poi sottolineato in merito alla possibile dinamica del disastro.
«Sappiamo che ci sono tre feriti non ancora identificati, ci auguriamo che ci possano essere degli italiani», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando ai giornalisti a Crans-Montana, confermando che sono sei i connazionali dispersi.

Identificati 113 dei 119 feriti, 11 sono italiani
Attualmente, 113 dei 119 feriti dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana sono stati «formalmente e definitavemente identificati», per altri sei le operazioni sono ancora in corso. Tra i feriti identificati, 11 sono italiani, hanno annunciato oggi le autorità del cantone Vallese in una conferenza stampa.
La maggioranza dei feriti sono svizzeri, 71, i francesi sono 14. Vi sono inoltre 4 serbi, un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco e un portoghese. Per 14 persone ferite la nazionalità non ha potuto essere stabilita. «Questi dati potrebbero evolvere. Per i 40 deceduti l’identificazione prosegue ed è prioritaria», ha detto il comandante della polizia Frederic Gisler. Inoltre - è stato annunciato - una cinquantina di feriti nel rogo sarà trasferita presto in centri specializzati in ustioni in Europa. 

La Federazione golf annuncia la morte del campione Galeppini, la famiglia: "Aspettiamo analisi Dna"
La Federazione italiana Golf ha annunciato sui social la morte di Emanuele Galeppini, il ragazzo di 17 anni che si trovava nel locale di Crans-Montana.
La Federazione Italiana Golf - si legge sui social - piange la scomparsa di Emanuele Galeppini, giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori». Determinante per il riconoscimento il ritrovamento nel locale di Crans-Montana del telefono cellulare. 
La famiglia: "Aspettiamo l'analisi del Dna". «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna». Lo ha detto sui social Sebastiano Galeppini, zio di Emanuele, il ragazzo genovese disperso nella strage di Crans-Montana, in Svizzera.
La notizia della morte del ragazzo era stata anticipata dalla Federazione italiana golf con una nota sui suoi canali ufficiali. 

Il padre di uno dei 16enni ricoverati al Niguarda: "Sta male ma è vivo"
«Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi». Lo ha spiegato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei due sedicenni ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana, parlando con la stampa fuori dal blocco ospedaliero dove è ricoverato il figlio. «Ha ustioni sul 30, 40% del corpo. Ringraziando il cielo ha ustioni sulle braccia e sulla schiena e sui capelli - ha aggiunto -. È stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale. Ci ho parlato mentre lo soccorrevo insieme ad altre due persone che ho portato giù in ospedale». 
Il padre del giovane infatti era anche lui a Crans quella notte e dopo lo scoppio dell’incendio si è precipitato a cercare il figlio e lo ha portato in ospedale a Sion.
«Mi ha detto che a un certo punto qualcuno ha urlato fuoco nella zona del bar, come avete visto in tutti quanti i video - ha spiegato -. Da lì il fuoco si è diramato in una maniera impressionante e velocissima». 

Non si trovano tre degli amici del 16enne 
I famigliari di Riccardo Minghetti, giovane romano coinvolto nella strage di Crans-Montana di cui non si avrebbero ancora notizie, sono nella località sciistica svizzera «e stanno aspettando, sperano ancora che Riccardo sia tra i feriti non riconoscibili e vi assicuro che c'erano tanti feriti che non erano riconoscibili». Lo ha spiegato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei due sedicenni ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana, parlando con la stampa fuori dal blocco ospedaliero dove è ricoverato il figlio. Al momento, come ha riferito, ci sono tre amici di suo figlio che non si trovano, «che erano con lui quella sera».
«Io quella notte ho visto tantissime persone per terra, dai bar hanno portato cuscini, coperte, lenzuola, cercavano di proteggere le persone come potevano perché chiaramente faceva molto freddo - ha spiegato -, e c'erano circa meno 10 gradi, c'erano una cinquantina di persone per terra con le ambulanze che cercavano di raccogliere più persone possibile. Dentro al bar ce n'erano altrettante, faceva più caldo e anche lì era la stessa situazione, con i paramedici che cercavano di tamponare le situazioni più gravi».
«Quando sono andato a prendere mio figlio, dopo lo scoppio dell’incendio, mi ha detto, 'papà sto male, non so come fare, sto malissimo, mi fanno male le manì - ha raccontato ancora -, aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam, per intenderci. E tutti quanti avevano le mani così, le ragazze stavano purtroppo peggio perché avevano la gonna con le calze mentre i ragazzi avevano i jeans e quindi proteggevano le gambe». Manfredi Marcucci adesso si trova «in coma farmacologico - ha concluso -, lo stanno già operando». 

La Romania invia un aereo per il trasporto dei feriti

Il ministro della difesa della Romania, Radu Miruta, ha annunciato che oggi, a seguito della decisione del Consiglio nazionale per le situazioni di urgenza, verrà preparato un aereo Spartan delle Forze Aeree Romene che decollerà alla volta di Losanna. Da lì, trasporterà verso ospedali di Parigi sei giovani con ustioni gravi feriti durante le tragedia di fine anno a Crans-Montana. La missione, secondo quanto riferito dagli organi di stampa locali, fa parte del piano di supporto internazionale che la Romania accorda alla Svizzera a seguito del tragico rogo al locale Le Costellation. (