ROMA
Sindaco di Civitavecchia 'tavolo urgente su phase out di Torre Valdaliga'
'Il futuro di 50mila cittadini non può restare sospeso', lettera a Meloni, Mimit e Mase
(ANSA) - ROMA, 09 GEN - "Il 31 dicembre è scaduta la convenzione e, ad oggi, non risulta adottata alcuna determinazione formale e definitiva da parte del Governo sul futuro della centrale di Torre Valdaliga Nord e, conseguentemente, sul destino industriale ed economico della città di Civitavecchia. Questa assenza di decisione sta producendo un effetto paralizzante sui processi di programmazione, sugli investimenti e sulla tenuta occupazionale". Così il sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, in una lettera rivolta alla premier Giorgia Meloni, al ministro delle imprese e del made in Italy, Mario Urso, e al ministro dell' Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, chiede la convocazione di un tavolo urgente per la definizione degli indirizzi strategici sul phase-out e sul futuro industriale della città. "Il futuro di 50mila cittadini non può restare sospeso, la città è di fatto bloccata. Se lo scenario è quello del phase-out e della dismissione effettiva dell'impianto, occorre che il Governo - sottolinea il sindaco Piendibene - renda immediatamente operativi gli strumenti indispensabili a governare una transizione complessa: la nomina del commissario straordinario previsto per accompagnare il percorso post-carbone, l'avvio di un accordo di programma dedicato capace di fissare tempi e risorse, e la definizione puntuale della cornice che consenta di rendere concretamente utilizzabili le aree e di dare seguito alle proposte già pervenute nell'ambito della manifestazione di interesse promossa a livello nazionale". In assenza di tali passaggi, la transizione - prosegue il primo cittadino di Civitavecchia - "resta un enunciato privo di ricadute e il territorio viene esposto al rischio di una crisi industriale e sociale senza precedenti". "Se, al contrario, lo scenario è quello del mantenimento dell'impianto, anche in forme di riserva, è necessario che questa scelta - rileva il sindaco Piendibene - venga assunta ascoltando le istanze del territorio, in modo trasparente e formalizzato, accompagnata da programmi chiari e vincolanti sul piano industriale e occupazionale. Non è sufficiente richiamare l'ipotesi della 'riserva fredda' se poi non vengono definiti in modo rigoroso tempi, modalità, standard operativi e impegni conseguenti, evitando che l'incertezza si traduca in precarizzazione strutturale". "A questa incertezza, nelle ultime settimane, si è aggiunto un ulteriore elemento che desta forte preoccupazione: la scelta del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di non aver ancora avviato da un anno e mezzo le aste incentivanti sull'eolico offshore previste dal Decreto FER2. È una decisione - rileva il sindaco Piendibene - che rischia di indebolire, proprio ora, la credibilità e la concretizzazione di una traiettoria industriale alternativa alle fonti fossili. Civitavecchia, infatti, non chiede scorciatoie: ha una concreta possibilità di futuro già oggi, perché esistono progetti e investitori che guardano al nostro comprensorio per realizzare un hub nazionale dell'eolico offshore, con ricadute occupazionali potenzialmente molto rilevanti, sviluppo industriale qualificato e un riposizionamento strategico del territorio nella filiera della transizione energetica". "Sospendere le aste, o comunque rallentare l'iter abilitativo e programmatorio, significa inviare al mercato e ai territori un segnale di indecisione che si traduce immediatamente in rallentamenti e perdita di opportunità", conclude il sindaco di Civitavecchia.. (ANSA).