RIMINI
Caso Pierina, la moglie di Dassilva avrebbe creato un falso alibi per l'omicidio
Avrebbe creato un alibi al marito, l'unico a non averne per la notte dell’omicidio e per questo è indagata per false attestazioni al pubblico ministero, Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, l’uomo a processo per l'assassinio di Pierina Paganelli, del 3 ottobre 2023 a Rimini. La donna è tra i testimoni citati per l’udienza di lunedì prossimo, a carico del marito, ma la squadra mobile, diretta dal vice questore aggiunto Marco Masia, ha notificato al pm Daniele Paci, un’informativa sulle condotte della Bartolucci che è quindi stata iscritta nel registro degli indagati. Per gli investigatori, la moglie avrebbe fin dal primo momento tentato di fornire un alibi al marito mentendo durante le audizioni come persona informata sui fatti.
Secondo gli investigatori della polizia di Stato, Valeria Bartolucci, ha avviato la sua strategia difensiva da subito. Nelle dichiarazioni rilasciate meno di un mese dopo il delitto avrebbe insistito sul dolore atroce di Dassilva alla gamba dichiarando l'impossibilità dell’uomo di camminare normalmente. E nel farlo avrebbe dato dei particolari alla squadra mobile smentiti da prove oggettive come le video riprese e da intercettazioni ambientali. Incongruenze e false dichiarazioni che la squadra mobile ha scoperto nel corso dei mesi successivi l’omicidio di Pierina. Sull'indagine a carico della Bartolucci è intervenuta la sua legale, Chiara Rinaldi. «La notizia è sbagliata e, dunque, non risponde al vero», riferendosi ad alcune indiscrezioni della trasmissione televisiva 'Quarto Gradò che ha parlato dell’iscrizione della donna nel registro degli indagati. «Oltre a ricordare che qualsivoglia informazione, prima di essere pubblicata e postata sulle piattaforme social, andrebbe, dapprima, verificata per non incorrere in condotte illecite, per rispetto verso la Corte di Assise di Rimini che lunedì sentirà la signora Bartolucci quale teste, non si ritiene di aggiungere altro», ha aggiunto.
Un’indagine lunga dalla quale emerge il comportamento della Bartolucci teso a creare un alibi al marito dal momento che Dassilva non poteva fornirne uno. Dichiarazioni che la moglie «aggiusta» a mano a mano che emergono nuovi elementi investigativi come l’orario esatto dell’aggressione. In mano agli inquirenti un’intercettazioni ambientale ad un mese circa dall’omicidio in cui la stessa Bartolucci parlando con Dassilva dice «lo so che sei stressato, ma mi devi aiutare mi devi dire che cosa devo dire perché mi devono risentire», riferendosi agli investigatori e poi aggiunge «io quella notte dormivo e non lo so se sei uscito». La testimonianza di Valeria Bartolucci prevista per lunedì potrebbe a questo punto slittare. Oltre alla moglie di Dassilva è indagata per favoreggiamento personale Manuela Bianchi, la nuora di Pierina, legata all’imputato da una relazione extraconiugale. (ANSA).