MILANO
Milano Cortina: il 7 febbraio a Milano corteo nazionale contro i Giochi
Annunciate anche 'azioni diffuse' il giorno dell'inaugurazione
(ANSA) - MILANO, 12 GEN - Sono previste proteste all'arrivo della fiaccola olimpica a Milano, "azioni diffuse" nel giorno della cerimonia di inaugurazione il 6 febbraio e un corteo nazionale il giorno dopo: il Comitato insostenibili Olimpiadi (Cio), che riunisce diverse associazioni e realtà antagoniste annuncia la mobilitazione nel fine settimana di apertura dei giochi. Si comincia quindi il 5 febbraio, con lo slogan 'mostriamo a Israele il cartellino rosso' con la contestazione all'arrivo della fiamma olimpica. Non è stata autorizzata alcuna manifestazione di protesta a Milano il 6 febbraio, giorno di inaugurazione dei giochi olimpici invernali che porteranno in città 52 Capi di Stato o di governo e per questo il Cio ha annunciato "azioni diffuse". Il corteo nazionale si svolgerà invece il 7 febbraio, alle 15, con partenza da piazza Medaglie d'oro, a Porta Romana. Dal 6 all'8 poi andranno in scena anche i giochi popolari Utopiadi e sarà organizzata una Taz (Temporary Autonomous Zone) ovvero una occupazione temporanea. Le giornate "saranno caratterizzate da iniziative diffuse di contestazione a un evento privato che vorrebbero presentarci come 'grande opportunità' per Milano e l'Italia mentre - ha spiegato sui social il Cio - noi sappiamo che lo sarà solo per fondi immobiliari e speculativi, costruttori privati, padroni e padroncini dell'economia stagionale ad alto sfruttamento di eventi e turistificazione". "Non lo sarà invece per noi abitanti di quartieri popolari e del ceto medio-basso precario, comunità montane e delle valli alpine, giovani e giovanissim* cui è negata la possibilità di accedere a strutture pubbliche per lo sport di base, lavoratrici e lavoratori di sanità, trasporti, sport e settori alberghiero e della ristorazione e tutt* coloro che non possono più permettersi affitti inaccessibili e non ricevono assegnazione di case popolari lasciate vuote o svendute. E saremo proprio noi - conclude il Cio - a ritrovarci in contemporanea all'inizio dei Giochi olimpici, per tenere aperta la partita quando la febbre olimpica sarà passata, ma le sue conseguenze più negative no, e starà a noi impedire che si realizzino. Le nostre vite non sono in gioco". (ANSA).