MILANO
Caso Pandoro, Chiara Ferragni in aula per la sentenza: "Tranquilla e fiduciosa"
Oggi il verdetto nel processo a Milano per truffa aggravata su casi pandoro e uova
(ANSA) - MILANO, 14 GEN - E' entrata nell'aula della terza penale di Milano Chiara Ferragni nel giorno della sentenza nel processo che la vede imputata per truffa aggravata, assieme ad altri due, per i noti casi del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. "Sono tranquilla e fiduciosa", ha risposto brevemente con un sorriso in mezzo ad una selva di telecamere, fotografi e cronisti, anche stranieri. Non ci dovrebbero essere repliche delle parti, da quanto previsto, e il giudice Ilio Mannucci Pacini entrerà in camera di consiglio e indicherà l'orario previsto per il verdetto. L'aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli hanno chiesto per l'influencer una condanna ad un anno e 8 mesi senza attenuanti. Stando alle indagini del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf, tra il 2021e il 2022 Ferragni avrebbe ingannato follower e consumatori ottenendo presunti ingiusti profitti - in relazione a quelle vendite dei due prodotti, il cui prezzo non comprendeva la beneficenza pubblicizzata - per circa 2,2 milioni. Lei con il suo ex collaboratore Fabio Damato, pure lui imputato (richiesta di condanna a un anno e 8 mesi), per l'accusa, avrebbe avuto un "ruolo preminente" nelle campagne commerciali con cui sarebbe stata realizzata quella truffa con "grande diffusività", perché i suoi 30 milioni di follower si fidavano di lei e alle sue società spettava "l'ultima parola" nell'ambito degli accordi con la Balocco e con Cerealitalia. Per il terzo imputato, il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo, l'accusa ha chiesto un anno. Ferragni ha sempre ribadito di essere innocente. Si è trattato al massimo di un caso di pubblicità ingannevole, dovuto ad errori di comunicazione e per il quale ha già chiuso il fronte amministrativo versando risarcimenti e donazioni per circa 3,4 milioni di euro. E soprattutto da parte di Ferragni, hanno evidenziato i legali Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, "non c'è stato alcun dolo", ossia alcuna volontà di raggirare i consumatori ed anzi, dal punto di vista oggettivo degli elementi probatori, non si è verificata alcuna truffa.
La sentenza è attesa nel pomeriggio
E’ attesa nel pomeriggio la sentenza per Chiara Ferragni e altri due imputati giudicati con rito abbreviato per i casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua. Dopo le repliche dei legali di parte civile e delle difese, il giudice della terza sezione penale di Milano Ilio Mannucci Pacini è entrato in camera di consiglio. «Aspettiamo le 15.30», ha detto l’influencer lasciando l’aula e riferendosi all’ora in cui ritornerà per la lettura del dispositivo.
L’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli hanno chiesto una condanna ad un anno e 8 mesi senza attenuanti. I difensori, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, nella loro discussione, hanno ribadito ciò che da sempre sostengono: Chiara Ferragni va assolta con formula piena in quanto «non c'è stato alcun dolo», ossia alcuna volontà di raggirare i consumatori e anzi, dal punto di vista oggettivo degli elementi probatori, non si è verificata proprio alcuna truffa. Semmai si è trattato al massimo di un caso di presunta pubblicità ingannevole, dovuto ad errori di comunicazione e per il quale la modella imprenditrice ha già chiuso il fronte amministrativo versando risarcimenti, ma anche donazioni, per un totale di circa 3,4 milioni di euro.