EMERGENZA

Per rimozione di un ordigno bellico evacuate 5.000 persone a Empoli

Evacuazione di circa 5.000 persone stamani a Empoli (Firenze) per le operazioni di rimozione di una bomba d’aereo risalente alla Seconda Guerra mondiale dal cantiere del Teatro Il Ferruccio vicino al centro storico. È il secondo ordigno ritrovato nel cantiere, dopo un altro rimosso nel settembre 2025: questo è una bomba d’aereo da 500 libbre, circa 240 chili con 128 chili di tritolo. Viene disinnescata dagli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito Italiano di Castel Maggiore (Bologna). «Prima verrà fatto il disinnescamento e poi la bomba verrà trasportata in una cava per la distruzione - spiega il colonnello Andrea Cementi - Verranno rimosse le spolette in modo manuale con degli strumenti di tiranteria, con delle chiavi che vengono azionate per svitare materialmente le spolette. È la fase più delicata perché l’innesto deve essere separato dall’esplosivo».

Per lo svolgimento di tali operazioni in sicurezza sono state evacuate 4.843 persone (3.600 residenti per il comune di Empoli e 1.243 residenti del comune di Vinci) e i genieri dell’Esercito hanno realizzato una struttura di contenimento, che ha permesso di ridurre l’area di evacuazione a 468 metri. Predisposti due centri di accoglienza a Empoli e Vinci dove verrà garantita la presenza di 'special care unit' sanitarie, la somministrazione di acqua e viveri fino alla cessazione delle operazioni. L'Asl Toscana Centro, infine, ha identificato 85 persone con esigenze sanitarie, per le quali sono stati predisposti servizi di trasporto e accoglienza dedicati già a partire da sabato 17 gennaio.

L'area del ritrovamento, nei pressi del ponte che collega Empoli con Vinci, fu fortemente bombardata dagli Alleati durante la Seconda guerra mondiale: «Questa nel 1943 e 1944 era un punto strategico - sottolinea il colonnello Cementi - perché vicino c'era uno snodo ferroviario. Fu bombardata dagli Alleati nella fase finale della guerra. Ciò fa supporre che potrebbe esserci la presenza di un nuovo ordigno». (ANSA).

(foto d'archivio)