RICORSO

Il Tar annulla il provvedimento di Bologna "Città 30"

Accolto il ricorso dei tassisti contro i nuovi limiti di velocità. Il commento del ministro Salvini e di Gaetana Russo (FdI)

(ANSA) - BOLOGNA, 20 GEN - Il Tar dell'Emilia-Romagna ha accolto il ricorso dei tassisti e ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna ha istituito la 'Città 30'. In particolare viene annullato il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 chilometri orari, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l'Amministrazione intenderà adottare.

Il plauso di Salvini. «Bene la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna che ha annullato il provvedimento di Bologna città 30. Il nuovo codice della strada approvato un anno fa dimostra la nostra attenzione alla sicurezza stradale, che però va fatta con buonsenso e non con provvedimenti ideologici che danneggiano i cittadini e tradiscono lo spirito delle Zone 30, pensate appositamente per proteggere alcune aree sensibili». Così Matteo Salvini in una nota. 

Gaetana Russo (FdI). “Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna, dichiarando illegittimo il progetto “Bologna Città 30” e le relative ordinanze adottate dal Comune guidato da Matteo Lepore, boccia senza appello quel modello ideologico di mobilità che il sindaco Michele Guerra ha più volte indicato come riferimento. Oggi i giudici chiariscono ciò che Fratelli d’Italia denuncia da tempo: imporre in modo generalizzato il limite dei 30 chilometri orari, senza un’adeguata istruttoria tecnica e al di fuori delle competenze comunali, è illegittimo”. Così Gaetana Russo, deputata di Fratelli d’Italia, commentando la sentenza del Tar. “La sicurezza stradale per noi resta una priorità, ma non può essere strumentalizzata attraverso iniziative di facciata, nate più per fini propagandistici che per risolvere problemi concreti”.