Intelligenza artificiale per studiare la narcolessia, progetto a Modena

L’intelligenza artificiale al servizio anche di un disturbo neurologico molto complesso come la narcolessia: è stato siglato un contratto di collaborazione che va in questo senso tra il Centro di ricerca interdipartimentale Airi del Tecnopolo di Modena e la maggiore casa farmaceutica del Giappone, la Takeda. Oggi una delegazione nipponica ha fatto visita a Unimore per dare il via a un progetto multidisciplinare sulla diagnosi e lo studio della narcolessia con l’IA.
L’obiettivo, spiega l’Università di Modena, vuole mettere insieme ricerca clinica, industria farmaceutica e ricerca accademica, con un’attenzione particolare alla cataplessia - un sintomo cardine della narcolessia di Tipo 1 - e ai metodi diagnostici e analitici innovativi, inclusi approcci basati sull'analisi dei dati video.

«È un importante riconoscimento della qualità e della visibilità a livello internazionale della ricerca in AI di Unimore e di come il centro Airi possa contribuire alla ricerca applicata multidisciplinare con importanti contributi sia per il tessuto produttivo che per la società», spiega Simone Calderara, direttore del Centro Airi. All’incontro, aperto dalla rettrice Rita Cucchiara, hanno partecipato fra gli altri Giuseppe Plazzi, responsabile del Centro narcolessia e disturbi del sonno dell’Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna (Irccs Isnb), che collabora al progetto, Dmitri Volfson, alla guida della delegazione dell’azienda farmaceutica Takeda e Vittorio Cuculo, ricercatore dell’AImageLab di Unimore e organizzatore dell’evento.