TORINO
Al bioparco Zoom di Torino controllo delle uova di pinguini africani
Due pulcini sono già nati, è la colonia più popolosa in Italia
(ANSA) - TORINO, 21 GEN - Al bioparco Zoom di Torino, che ospita la colonia più popolosa d'Italia e tra le più grandi d'Europa di pinguini africani, sono in corso i controlli delle uova e sono due intanto i nuovi nati. Le verifiche, viene riferito dal bioparco, sono un'operazione fondamentale per contarle e osservarne la vitalità all'interno, nel più breve tempo possibile per riportarle poi al calore del nido. La specie è infatti in pericolo critico di estinzione secondo la Lista Rossa Iucn, l'Unione mondiale per la conservazione della natura. "Non appena le uova arrivano in clinica - spiega Sara Piga, veterinaria del bioparco - procediamo immediatamente alla speratura, una tecnica non invasiva che, attraverso una fonte luminosa in condizioni di buio, permette di osservare lo sviluppo dell'embrione all'interno dell'uovo. Gli ultimi minuti sono dedicati alla rilevazione del battito cardiaco embrionale. Nelle fasi immediatamente precedenti alla schiusa si può arrivare anche a 150 battiti al minuto". Non tutto però va sempre nella direzione attesa. "Può capitare che l'uovo non sia fecondato e che non sia presente alcun embrione. In questo caso lo riportiamo comunque ai genitori, permettendo loro di proseguire regolarmente la cova senza interferenze, per accorgersi naturalmente che il pulcino non nascerà e acquisire esperienza utile per le deposizioni successive". Sono in totale diciassette le coppie stabili di pinguino africano a Zoom Torino, il bioparco di Cumiana: lo scorso anno sono stati allevati con successo sette pulcini, oggi ancora riconoscibili per il piumaggio giovanile, privo delle tipiche macchie nere sul petto degli adulti. "Permettere a questa colonia di avere un buon successo riproduttivo - conclude Piga - significa offrire una speranza a una specie che, tra Sudafrica e Namibia, è in continuo declino principalmente a causa della riduzione delle risorse alimentari. Lo spostamento delle principali prede, legato alle variazioni ambientali e ai cambiamenti nelle temperature marine, insieme alla competizione con la pesca industriale, rende sempre più difficile per i pinguini trovare cibo sufficiente per nutrire sé stessi e i pulcini, con ripercussioni dirette sulla sopravvivenza della specie in natura". (ANSA).