TRIESTE

Garante Fvg diritti persona, sistema carceri rischia collasso

Sbriglia in visita a Trieste dove detenuti sono il doppio dei posti

(ANSA) - TRIESTE, 23 GEN - Realizzare un nuovo istituto penitenziario che "accolga correttamente le persone detenute" e "restituisca maggiore dignità al lavoro degli operatori penitenziari, anch'essi sofferenti di un ingiusto disagio", e nelle more varare un "provvedimento clemenziale di amnistia (non di indulto) che determini il rilancio del sistema penitenziari". E' la necessità (e la proposta) rilevata dal Garante Regionale dei diritti persona, Enrico Sbriglia, definita al termine di una visita, in delegazione, nella Casa Circondariale "Ernesto Mari" di Trieste, dove sono state riscontrate forti criticità in "un sistema che rischia di collassare". Sbriglia, rifacendosi a quanto avvenuto a Trento, suggerisce che la Regione Fvg potrebbe realizzare un nuovo carcere a Trieste, in accordo con il Ministero della Giustizia, per poi cederlo allo stesso. La delegazione ha rilevato che su 150 posti regolamentari, di cui almeno una trentina per detenute (Trieste è l'unico carcere in regione con sezione femminile) i posti regolamentari sono 117, a fronte di 236 detenuti, "più del doppio rispetto al numero regolamentare". Sbriglia ha parlato di "stanze detentive con 10 persone e un solo bagno; docce in comune, scarsezza di spazi idonei all'aperto, carenze nella risposta sanitaria, quotidiana caccia alle cimici", "insetti ematofagi che non distinguono i detenuti dai visitatori, dagli operatori, familiari, avvocati, magistrati, insegnanti, formatori, sanitari o ministri di culto". Inoltre, molti ristretti "sono costretti a un ozio forzato" per mancanza di risorse e di spazi per la formazione mancando anche un numero sufficiente di agenti. Mancando poi un refettorio comune, "i detenuti sono costretti a consumare i pasti in cella". (ANSA).