PORTO RECANATI

Forte mareggiata e danni a Porto Recanati, 'lo chalet devastato'

Titolare 'Acapulco': "18 anni di lavoro finiti a terra". Evacuata cena con 20 clienti

(ANSA) - PORTO RECANATI, 05 FEB - "E' praticamente distrutto tutto. Diciotto anni di vita, di lavoro, di tutto finiti a terra": con la voce rotta e la stanchezza sul volto di chi non ha chiuso occhio per tutta la notte, Giuseppe Frisari, titolare dello chalet Acapulco sul litorale di Porto Recanati (Macerata), racconta le ore drammatiche vissute durante la forte mareggiata che dalla serata di ieri ha investito il tratto centro-sud del lungomare. La furia del mare ha sfondato le difese dello stabilimento, entrando completamente all'interno del locale e trascinando con sé detriti e sabbia. Stamattina lo chalet appare invaso da cumuli, con uomini al lavoro a spalare e liberare gli ambienti. I danni sono ingenti e la struttura risulta pesantemente compromessa. "Ieri sera c'erano i clienti - spiega Frisari - poi alle 21.30 abbiamo evacuato il locale. Il mare nella nottata è degenerato". Attimi di paura quando, con l'acqua che avanzava, è ceduta anche una vetrata. "Mi sono spaventato quando ho visto scivolare giù la vetrata e ancora devo andare a letto da ieri - racconta - E' una cosa che non auguro a nessuno". A cena c'erano "una ventina di persone", fatte uscire in fretta poco prima che la situazione precipitasse. Il titolare lega quanto accaduto anche alle scelte di protezione del litorale. "Era una situazione che sapevamo sarebbe finita così - dice - quando hanno scelto di mettere gli scogli lì, senza proteggere noi, sapevamo già quale sarebbe stata la nostra fine". "Mi domando - osserva con amarezza - perché, visto che siamo tra i pochi aperti tutto l'anno, portiamo gente, il locale è pulito, carino, ma non veniamo tutelati". La mareggiata ha lasciato lungo il litorale una scia di sabbia e detriti che in più punti ha invaso la passeggiata sul mare. Altri stabilimenti hanno riportato danni, soprattutto più a nord, anche se molti chalet chiusi per la stagione sono stati protetti dai grandi sacchi di sabbia sistemati davanti agli ingressi. Questa mattina il mare resta mosso, ma il rischio maggiore sembra superato. Resta però la conta dei danni e la rabbia di chi si ritrova a ricominciare da zero. "Se è il momento di rimboccarsi le maniche e ricominciare? - si chiede Frisari - Sarà difficile. Questo lungomare cadrà a pezzi, lo sanno tutti". "Sono state fatte denunce preventive, avvertimenti, ma per l'amministrazione di Porto Recanati - conclude - questa zona non esiste". (ANSA).