ANCONA

'I portuali non lavorano per le guerre', corteo al porto di Ancona

Centinaia di persone in piazza. 'Il decreto sicurezza è una vergogna'

(ANSA) - ANCONA, 06 FEB - "I portuali non lavorano per le guerre". Il messaggio in uno striscione che contiene il senso della manifestazione, tra bandiere e fumogeni rossi, ad Ancona per lo sciopero internazionale dei porti convocato dall'Unione sindacale di base (Usb) e dall'Unione portuali autonomi dorici (Upad). "Oggi è uno sciopero che coinvolge tante realtà portuali in Italia e non solo. - dice all'ANSA un attivista dell'Upad - L'economia di guerra leva i soldi ai cittadini, al welfare e alla sanità. Noi siamo qua in piazza anche per dimostrare solidarietà ai nostri colleghi negli altri scali italiani come Genova, Livorno, Trieste e Civitavecchia". Diverse centinaia di persone si sono radunate in piazza del Crocefisso prima di partire in corteo lungo il porto dorico. In testa al serpentone, il collettivo di portuali di Ancona, che portano uno striscione con scritto "Il porto che resiste. Contro guerre armi e leggi fasciste". Tra le realtà sociali e i gruppi che partecipano alla manifestazione ci sono il Coordinamento Marche per la Palestina, i Centri sociali Marche, Fronte della gioventù comunista, Potere al Popolo Marche, No guerra no Nato, Osa, Cambiare Rotta, Pci e Pcup. "Il decreto sicurezza è una vergogna. - aggiunge l'attivista al microfono - L'unica via che abbiamo è quella di ritrovarci come sempre in strada, senza mai fare un passo indietro". (ANSA).