viareggio
Francesca Pascale, battibecco al Carnevale di Viareggio: "I pro Pal mi urlavano 'cortigiana di Berlusconi' e 'fascista', mi sono difesa"
L'ex compagna di Silvio Berlusconi denuncia: "Ho subito insulti di genere"
Dopo aver ricevuto il Premio Funari al Carnevale di Viareggio «un gruppo di pro Pal è arrivato sotto il palco in un contesto riservato all’organizzazione del Carnevale, era guidato da un tecnico comunale. Fra questi c'è chi mi ha urlato insulti di genere, mi hanno urlato "cortigiana di Berlusconi", più definizioni che potete immaginare», «hanno scelto un contesto che con quella protesta c'entra ben poco. Ma avevano un obiettivo ben preciso: istigare». Così Francesca Pascale, già compagna di Silvio Berlusconi, ricostruisce in un video il motivo del battibecco con un gruppo di pro Pal avvenuto a giovedì grasso a Viareggio (Lucca) per i corsi mascherati.
Ma, sottolinea Francesca Pascale, «quello che trovo più inquietante di tutto è presentarsi a una festa tradizionale e popolare per innescare la protesta politica, perché c'erano famiglie, bambini, giovani che volevano semplicemente festeggiare il loro Carnevale, no per regolare i conti col Governo attuale», «poi si proclamano paladini dei diritti specialmente delle donne e decidono che che io valgo meno perché sono stata la compagna di Silvio Berlusconi. Questa sarebbe la loro emancipazione. Se la pensi come loro sei libera, altrimenti diventi un bersaglio. La libertà, care femministe, vale anche per chi non rientra nel vostro schema».
Nello stesso video Francesca Pascale polemizza anche con la presidente della Fondazione Carnevale («Ringrazio la dottoressa» Marialina «Marcucci per la morale non richiesta e le domando: come mai al Carnevale di Viareggio si difende la violenza e l'antisemitismo?") e col sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, civico di centrosinistra.
«Il sindaco prende le distanze senza conoscere neppure i fatti, a Viareggio sotto la sua guida una donna di area politica diversa dalla sua può sentirsi addirittura in pericolo - accusa - Se le vostre politiche, caro sindaco, falliscono e diventano dittature dappertutto, non è colpa mia, ma delle vostre utopie, per questo non è lei a prendere le distanze da me, ma il buonsenso da lei, da voi». Infine ringrazia «la comunità ebraica per la loro solidarietà. A loro mi unisco con tutto l’onore e il coraggio esattamente come faccio con tutte le battaglie dove si difende la libertà, la democrazia e i diritti di tutti».