Il caso

Molestò un minore: talent scout condannato a 3 anni e 4 mesi

Il pm aveva chiesto 5 anni

E’ stato condannato in abbreviato ad una pena di 3 anni e 4 mesi dal Gup del Tribunale di Bologna, Roberta Malavasi, un talent scout bolognese 46enne, accusato di violenza sessuale su un minore, all’epoca dei fatti 11enne (ora è maggiorenne). La Procura, con il pm Luca Venturi, aveva chiesto una condanna a 5 anni. La vittima, assistita dall’avvocato Matteo Murgo, denunciò la violenza solo molti anni dopo l’episodio. Stando al suo racconto si trovava a casa dell’uomo, un conoscente dei suoi genitori, e le molestie sarebbero avvenute mentre giocava alla Playstation. Nella stanza c'era anche il figlio dell’imputato, che in quel frangente dormiva. Per anni il ragazzino non ha raccontato della vicenda a nessuno, poi una volta cresciuto, dopo averne parlato con la fidanzata e i suoi genitori, ha deciso di denunciare il talent scout, che lavora in ambito culturale e cinematografico.

Alcuni anni fa l’uomo era stato arrestato in Sudamerica con l'accusa di molestie a due ragazzine durante un casting, ma fu rilasciato dopo poche ore e il procedimento contro di lui venne archiviato. Caduta l’aggravante di aver commesso il fatto in presenza di un minore di 18 anni (perché al momento dei fatti il figlio dell’imputato stava dormendo), mentre è rimasta l’aggravante di aver commesso la violenza ai danni di un minore di 14 anni. «Siamo chiaramente soddisfatti - ha spiegato Murgo - ma la soddisfazione nasce dal fatto che il ragazzo, che ha avuto questo estremo coraggio di denunciare, può ripartire da una situazione psicologica importante, perché nella vita questo evento lo ha segnato e quindi se non fosse stata riconosciuta la sua verità secondo me avrebbe inciso ancora di più. Invece il giudice ha reputato lui attendibile».

Il Gup ha stabilito inoltre che il risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile, mentre ha riconosciuto alla vittima una provvisionale di 10mila euro. Per le motivazioni bisognerà attendere 60 giorni. «È una sentenza ingiusta - ha detto il legale dell’imputato, Andrea Rossi - il mio assistito è innocente. Aspettiamo di leggere le motivazioni, poi faremo appello».