TORINO
Brasiliani 'fantasma' a Volpedo, condannata funzionaria del Comune
Sentenza della Cassazione. Volevano la cittadinanza italiana
(ANSA) - TORINO, 21 FEB - Nel luglio del 2017 i nomi di quattro brasiliani furono iscritti negli elenchi della popolazione residente a Volpedo, paese di circa 1.100 abitanti sulle colline della provincia di Alessandria, in modo che potessero attivare il percorso verso il riconoscimento della cittadinanza italiana. In realtà, secondo quanto stabilirono le indagini, nessuno dei quattro dimorò stabilmente in paese e, anzi, tutti rientrarono in Brasile già nell'agosto successivo, appena prima della scadenza del termine di 45 giorni dal loro ingresso in Italia. Nei giorni scorsi il caso è giunto al vaglio della Cassazione, che ha confermato la condanna a un anno e 20 giorni di reclusione inflitta dalla Corte d'appello di Torino alla funzionaria del Comune delegata come ufficiale dell'anagrafe. La donna, oggi sessantenne, era stata indagata in concorso con i due rappresentanti di una associazione di 'brasiliani nel mondo', i quali - secondo quanto è stato ricostruito - consigliarono agli iscritti di non chiedere la cittadinanza al consolato italiano in Brasile, dato che i tempi di evasione delle pratiche sarebbero stati lunghissimi, ma di presentare la domanda in un Comune della penisola dove avessero ottenuto la residenza. Entrambi presero contatti con l'allora sindaco di Volpedo (deceduto nel 2020), il quale affidò le incombenze alla funzionaria. Il punto, secondo le accuse, è che era chiaro in anticipo che nessuno dei quattro si sarebbe trattenuto in paese. Inutilmente l'imputata ha sostenuto di avere svolto gli accertamenti necessari interpellando, oltre al sindaco, anche alcuni concittadini. Il titolare di un'agenzia immobiliare ha confermato di avere affittato all'associazione degli appartamenti solo a uso temporaneo. Nel 2025 la Corte d'appello ridusse la condanna di primo grado perché il 'tentato abuso di ufficio' non è più previsto come reato dopo l'abrogazione avvenuta nel 2024. Sono rimaste valide le imputazioni di falso ideologico. (ANSA).