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ROMA

Strumento made in Italy predice chi svilupperà Alzheimer in tre anni

Progetto Interceptor per un milione di italiani con declino cognitivo

Strumento made in Italy predice chi svilupperà Alzheimer in tre anni

08 Aprile 2026, 14:48

(ANSA) - ROMA, 08 APR - Messo a punto uno strumento, che si avvale di algoritmi, per predire chi, tra le persone a rischio in quanto già con un lieve declino cognitivo in atto, si ammalerà di demenza, in particolare di Alzheimer, entro tre anni. È il risultato del progetto italiano Interceptor, coordinato da Paolo Maria Rossini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell'Irccs San Raffaele di Roma, in stretta collaborazione con Istituto Superiore di Sanità, Policlinico Gemelli Irccs, Irccs Istituto Neurologico Besta, Irccs San Raffaele di Milano e Irccs Fatebenefratelli di Brescia. Interceptor è stato promosso e finanziato dall'Agenzia Italiana del Farmaco in collegamento con il ministero della Salute. Lo studio, pubblicato su Alzheimer's & Dementia, svela che lo strumento è molto accurato nell'individuare i soggetti destinati ad ammalarsi. Il cervello invecchia normalmente a partire dai 50/60 anni. Vi sono però persone che, pur non avendo una demenza vera e propria, presentano un invecchiamento cerebrale patologico detto deterioramento cognitivo lieve (Mci). Secondo le stime dell'Iss, in Italia sono quasi 1 milione e ogni anno circa 100.000 individui di questo gruppo si ammalano di demenza. Le stime indicano infatti che fino al 50% delle persone con Mci finisce per ammalarsi. L'altra metà tende a mantenere una piena autonomia anche sul piano professionale e sociale. Ecco perché è cruciale identificare chi, tra quanti vivono con Mci, finirà per ammalarsi, in particolare nel breve termine e cioè entro 2-3 anni. Il progetto ha coinvolto oltre 350 individui con Mci, seguiti per circa 3 anni in 19 centri in Italia. Durante lo studio, il 29,6% dei partecipanti ha sviluppato una qualche forma di demenza e il 22,4% l'Alzheimer. Sulla base dei dati raccolti, i ricercatori dell'Iss hanno sviluppato un modello predittivo che tiene conto di vari parametri tra cui biomarcatori di demenza e fattori genetici quali il genotipo ApoE. Il modello consente una stima personalizzata della probabilità di ammalarsi entro tre anni e anche di predire chi, tra quanti soffrono di Mci, ha un rischio basso, intermedio o alto di ammalarsi. Lo strumento è pensato per essere usato nella pratica clinica e nei contesti di sanità pubblica. In futuro potrebbe anche essere usato per capire a chi eventualmente prescrivere i nuovi trattamenti che potranno entrare in uso in Italia. (ANSA).

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