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VERONA

Vinitaly, al via la 58esima edizione: si punta su export e qualità - Le foto della giornata inaugurale

Obiettivo 10 miliardi: Vinitaly mobilita istituzioni, diplomazia e imprese per accelerare l'export, valorizzare qualità e patrimonio e affrontare le sfide logistiche

12 Aprile 2026, 18:04

Portare l’export del vino italiano dagli attuali 8 miliardi a quota 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile. È l’obiettivo «ambizioso ma raggiungibile», secondo il presidente di Ice-Agenzia Matteo Zoppas, che nella prima delle quattro giornate di Vinitaly, a Veronafiere, sottolinea la «messa in moto di una macchina con più risorse e attività per le imprese e per lo sviluppo del business». Con una spinta che si realizza attraverso quella «Diplomazia della Crescita» voluta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che vede il Sistema Italia muoversi in modo compatto anche all’estero. Insieme all’impegno dichiarato, e perlopiù riconosciuto dagli operatori del settore, dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che punta molto sulle esportazioni e la crescente qualità produttiva con l’assist del recente riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Unesco

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, afferma che «Vinitaly è la vetrina della forza, della resilienza, della competitività del made in Italy». Nella partita rientra a pieno titolo Vinitaly che, come ribadito dal presidente di Veronafiere Federico Bricolo, «rappresenta un’infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano. La promozione internazionale è una priorità». «Valorizziamo il vino come un asset della nostra economia», rileva Lollobrigida inaugurando lo stand ministeriale, a forma di bottiglia, dove, in collaborazione col ministero della Cultura, sono esposti sei capolavori del museo degli Uffizi di Firenze. «Non si può pensare che la catena del valore del vino e delle grandi produzioni italiane possa essere promossa nel mondo - osserva il ministro Alessandro Giuli - senza agire coralmente, con il contributo di Istituzioni, imprenditoria, società. Questo evento ne è la dimostrazione». 

La crisi internazionale nelle forniture di carburanti nel settore aereo e marittimo è l’ennessimo stress test per il comparto vitinicolo che non ferma la voglia di business al Salone internazionale dei vini e dei distillati in corso a Veronafiere. «Ai buyer americani - detta la linea Lollobrigida - facciamo capire la particolarità del vino italiano, che torna ad essere un elemento capace di battere la concorrenza». «La "sveglia" generata dalle tensioni internazionali ci impone di fare ordine in casa nostra e allo stesso tempo di allargare l’orizzonte commerciale» sostiene il presidente di Unione italiana vini (Uiv) Lamberto Frescobaldi, secondo il quale «il momento è propizio per un salto di qualità, per essere più presenti sui mercati e produrre vini contemporanei in linea con la domanda dall’altra». Tra i padiglioni non si parla di crisi perché nel 2025 il vino si è confermato al secondo posto nella bilancia commerciale tra tutti i comparti del made in Italy, grazie a un attivo commerciale con l’estero di +7,2 miliardi di euro. L’alert per il calo dei consumi è tuttavia lanciato dal presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella: «Dobbiamo far capire che il vino è un prodotto democratico, della terra, un prodotto per tutti», invitando a superare linguaggi eccessivamente tecnici che rischiano di allontanare nuove generazioni.

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