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ROMA

Commissione Infanzia, ragazzi protagonisti di un'audizione in Parlamento

Brambilla, una modalità nuova ed efficace per avvicinare le istituzioni ai più giovani

Commissione Infanzia, ragazzi protagonisti di un'audizione in Parlamento

14 Aprile 2026, 17:48

(ANSA) - ROMA, 14 APR - Per la prima volta nella storia del Parlamento, su impulso della presidente della commissione parlamentare per l'infanzia e adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, i ragazzi sono protagonisti di un'audizione su un tema di strettissima attualità: il rapporto tra i più giovani e il web. "Abbiamo inaugurato - spiega Brambilla - una modalità nuova ed efficace per avvicinare le istituzioni parlamentari ai più giovani. Continueremo con decisione su questa strada". Una delegazione di sette ragazzi e ragazze coinvolti in attività di partecipazione dell'Unicef è stata ascoltata oggi dalla commissione, a palazzo san Macuto, nell'ambito dell'indagine sull'impatto di internet e delle nuove tecnologie sulla salute psicofisica dei minori: un giorno di festa e di impegno, di grande importanza per tutti. "È stata - riassume la presidente - una seduta importantissima nel metodo e nel merito. Nel metodo perché abbiamo inaugurato una modalità nuova ed efficace per parlare ai più giovani e con i giovani, sul tema che forse più di ogni altro direttamente li riguarda. Nel merito perché l'indagine su internet e minori parte con il piede giusto, raccogliendo innanzitutto il punto di vista dei nativi digitali. È solo l'inizio di un percorso che intendiamo portare avanti con decisione". Significativo il contributo dei ragazzi sul tema dei social. Alle audizioni emerge una domanda non tanto di limitazione, quanto di buon senso, di coinvolgimento e di educazione soprattutto dei più piccoli. Agata Bernacca, 23 anni, chiede controlli più severi sui contenuti, dal lato dei provider, dei giganti del web: potrebbero e dovrebbero bloccare, "anche fino alla maggiore età", l'accesso a contenuti inappropriati. E da studentessa in medicina ricorda ai commissari che quello dei social "è diventato ormai, in sostanza, un problema sanitario". Per Lisa Brancatelli, 18 anni, che cita un sondaggio sulla piattaforma U-Report di Unicef, la maggioranza (54%) dei ragazzi "si sente sicura ad usare internet ed è consapevole dei pericoli". Manuel Siculella, 21 anni, invita i legislatori a "investire sulla consapevolezza degli utenti più giovani", perché, aggiunge Maria Kulinich, il digitale è di fatto "una forma di socialità fondamentale anche per i giovanissimi" e non può essere semplicemente cancellato dalle loro vite. Saida Mihalache, 18 anni, ribadisce che quella dei giovani è una "onlife" e chiede di prenderne atto e evitare "semplificazioni". Per Siradio Bah, originario della Guinea Conakry, limitare i social potrebbe incidere anche sulla possibilità di mantenere il contatto con i propri amici e parenti in altri Paesi. Martina Tundo, infine, ringrazia per l'opportunità: "Far sentire la propria voce ed essere ascoltati è un processo fondamentale per la nostra crescita personale e per diventare cittadini attivi e consapevoli". (ANSA).

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