Visioni d'artista
Colapesce a Parma con la mostra fotografica “Doppia Uso Singola”
Artista a tutto tondo, il noto cantante racconta i suoi tour da un altro punto di vista
Assenze, silenzi, spazi anonimi, oggetti di terz'ordine: particolari che raccontano vite di passaggio, attese solitarie. «Non una mostra fotografica, ma una mostra di fotografie». Parola d'autore, non un fotografo in effetti, ma un artista totale. Colapesce, sì proprio lui, il cantautore siciliano, quello che con Dimartino ha conquistato pubblico e critica e scalato le classifiche, sbarca a Parma con la mostra «Doppia Uso Singola» negli spazi di borgo delle Colonne 28, tempio della fotografia d'autore.
L'artista ha fotografato da 15 anni a questa parte le camere d'albergo degli hotel in cui ha alloggiato durante i tour, «camere stanche di essere camere», frequentate da solo per lavoro (da qui il titolo). «“Doppia Uso Singola” si configura come una meditazione visiva sull’intimità, sul potenziale della solitudine e sulla molteplicità delle esperienze umane. Attraverso una selezione di circa 200 scatti fotografici viene esplorato l’universo personale, zelante e riflessivo di Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce», scrive il critico d’arte Domenico De Chirico.
«Ci tengo a puntualizzare che non nutro alcun interesse nel documentare i Business Hotel - spiega l'artista -: sono asettici e senza memoria, ci dormo per carità, ma non mi emozionano quanto questi vecchi mammut cristallizzati. Sono un detentore d’Iphone da quindici anni, più o meno da quando la musica è diventata il mio lavoro principale, e non soltanto un salasso di caselli e benzina per andare a suonare, data secca, da Solarino a Modena. In questi tre lustri ho documentato centinaia di camere d’albergo: stanze stanche di essere stanze. Consumate, venali ma mai giudicanti, piene di oggetti ricorrenti: Chiavi pesanti o schede logore, asciugacapelli esausti come fiato d’anziano, telefoni che non squillano mai, grucce spossate in fila militaresca, casseforti insicure e vuote, televisori con decoder separato in equilibrio sul bordo superiore dello schermo».
In mostra anche fotografie di altri 2 progetti: «Teresa e Anna», sua nonna e la sua prozia, e «Giorni Sfiniti», legati alla sua amata Sicilia. L'esposizione, realizzata in collaborazione con la Galleria Patricia Armocida, resterà aperta fino al 1º marzo, visitabile su prenotazione a info@bonannidelriocatalog.com. Ingresso gratuito.