LETTERE AL DIRETTORE
Centri estivi, ci risiamo
Gentile direttore,
vorrei segnalare un tema che a Parma, volano del welfare, faro della vivibilità e sfavillante perla di benessere, sarà infuocato, nei prossimi giorni. Anche stavolta la nostra città riesce nel poco invidiabile record di scontentare il 70% delle famiglie con bambini in età da centro estivo. Come l'anno scorso, due bambini su tre, a giugno, non vedranno «il becco di un buono» per i centri estivi, gran vanto della Regione Emilia-Romagna. Siamo attorno al 36% delle domande accettate nel comprensorio parmense, con una quantità di fondi ancora da assegnare difficile da quantificare. 2 famiglie su 3 non si possono permettere il centro estivo, ma Comune e Regione non aiuteranno quei bambini a fare un'attività ludico-educativa. Attenderanno la metà dell'estate per assegnare i fondi rimanenti, solitamente parecchio capienti, ma mai distribuiti per intero quando necessario.
Insomma, per l'ennesima volta i contributi sono stati assegnati in minima parte, a pochi aventi diritto, con la logica "o tutto o niente". Sappiamo già, inoltre, che c'è un esercito di furbetti dell'Isee che manderanno i bambini gratis nei centri estivi, pur non lavorando. E sappiamo già che - a fine luglio (solitamente fra il 21 e il 25) - quando i genitori si saranno riorganizzati per un'estate complessa e difficile, il Comune e la Regione scriveranno dicendo: "Scusate, ci siamo sbagliati, avevamo da parte ancora 900.000 euro di fondi da assegnare. Eccovi i buoni che vi spettavano, se non li spendete non li prenderete mai più". Insomma: il teatro dell'assurdo della burocrazia è ilare, ma non quando ad essere presi in giro sono genitori e, soprattutto, dei bambini.
Mario Robusti
Parma, 31 maggio