lettere al direttore

Pellet, che fare?

Egregio direttore, la brusca diminuzione della temperature avvenuta in questi giorni oltre a farci dimenticare l'estate bollente che abbiamo passato ci ha fatto immediatamente pensare all'arrivo dell'inverno e del freddo che inevitabilmente ci colpirà (e che ci farà pensare con nostalgia al caldo così detestato fino a ieri...).
In previsione di misure di contenimento dei prossimi consumi energetici già definite dal governo e di molto probabili ulteriori imprevisti in materia, ecco che ognuno di noi comincia ad immaginare come potrà gestire i propri freddi mesi futuri.
Certamente tutti sanno (?) che l'Emilia-Romagna, insieme ad altre regioni del nord, per diminuire l'inquinamento atmosferico già da alcuni anni con una legge regionale ha vietato l'uso di camini e stufe a legna e pellet per le abitazioni poste in località ad altezze inferiori ai 300 mt. e che siano dotate di sistemi di riscaldamento alternativo.

Nelle nostre città direi che ormai quasi tutte le case a schiera e ogni altra abitazione unifamiliare abbia in salone o in taverna un caminetto o una stufa a pellet oltre naturalmente al riscaldamento centrale a gas.
Se nei prossimi mesi il gas scarseggerà o se ognuno di noi volesse contribuire a ridurne il consumo, potrà utilizzare quelle fonti alternative di riscaldamento anche in pianura nonostante la legge lo vieti?
Le multe previste per i trasgressori sono salate, ma vedo che in tanti si stanno approvvigionando di notevoli quantità di legna da ardere e di sacchi di pellet, quindi deduco che o non conoscono la legge o non la rispetteranno confidando nella chiusura di un occhio (o di tutti e due) delle autorità o io non sono a conoscenza di eventuali deroghe o modifiche della normativa attuale.
Penso che sarebbe utile che qualche Ente preposto desse chiare indicazioni in merito. Buon inverno a tutti.
Harry Barbieri
Fidenza, 18 settembre