Lettere al direttore

Poche farmacie aperte a Natale

Andrea Musi

Gentile direttore,
le scrivo per evidenziare quanto accaduto nella giornata di Santo Stefano dove mi sono recato alla farmacia Comunale di viale dei Mille per acquistare con ricetta un farmaco in uso prevalentemente invernale comunque non urgente e mi sono trovato davanti una scena incredibile: una fila lunghissima di almeno 50 persone in attesa di acquistare dei medicinali molto richiesti in questo periodo di influenza e di covid.
Ora mi sembra inverosimile che nel 2023 si possano assistere a scene del genere in una società avanzata e moderna come la nostra, dove ho visto anziani e genitori con bambini attendere civilmente il proprio tur-

no.
Personalmente ho rinunciato all'acquisto non urgente e per pura curiosità leggendo la vostra agenda nel quotidiano di domenica 24 dicembre, ho visto che erano aperte solo tre farmacie per la giornata di Natale e Santo Stefano e ritengo la cosa assolutamente vergognosa e inaccettabile per un paese evoluto (?) come il nostro; abitando vicino alla Farmacia Bormioli di via San Leonardo di turno il 26 di dicembre, ci sono passato davanti e anche lì ho visto una fila lunghissima di persone in attesa di essere servite.
Premetto che non conosco i meccanismi con cui sono organizzate le farmacie a Parma, ma personalmente ritengo che le stesse debbano essere inquadrate come servizio pubblico ed essere aperte anche le festività con orari normali, almeno nella stagione fredda ed a mio avviso l'autorità comunale preposta (il sindaco?) dovrebbe imporre una regola fissa senza se e senza ma, per lo svolgimento di questo importante ed essenziale servizio per l'opinione pubblica.

Parma, 28 dicembre