lettere al direttore

Monopattini e sharing: la giungla

Luca Cavallina

Egregio direttore,
sono rientrato da poco da un viaggio in una capitale europea, Vienna, dove la mobilità in Sharing la fa da padrone. Là le regole sono semplicissime: noleggi il mezzo e puoi parcheggiarlo e riconsegnarlo solo nelle apposite stazioni o in aree circostanti dette zone di sicurezza. Se l'utente parcheggia male si vede prontamente e giustamente addebitata una sanzione di 20 euro sulla carta di credito per il disturbo arrecato e per le spese di recupero mezzo.
Qui a Parma è la giungla. Si trovano monopattini e biciclette abbandonate ovunque: marciapiedi, piste ciclabili, parchi... Parcheggi fatti «alla carlona» e soprattutto d'intralcio alla libera circolazione di ciclisti, pedoni e persone con disabilità. Il comune recentemente ha apposto una segnaletica orizzontale per tentare di regolamentare questa sosta selvaggia ed assurda ma evidentemente l'utente non ha la capacità intellettiva o la sensibilità di lasciare il mezzo in sicurezza.

Non sarebbe dunque opportuno che il Comune alzasse la voce con i due gestori dello Sharing cittadino? Non potrebbe, qualora le regole non venissero rispettate, costringere il gestore a bloccare o sanzionare l'utente incivile? Qualora il gestore ignorasse eventuali diktat non ci sarebbero le condizioni per revocargli la licenza per inadempienza?
Qui non si parla più di mobilità sostenibile ma di maleducazione insostenibile da parte di fruitori di questi servizi non abbastanza civili ed intelligenti da saper parcheggiare un monopattino senza intralciare una ciclabile o un marciapiede.

Parma, 17 agosto