Lettere al direttore
La prenotazione? Una corsa a ostacoli
Gentile direttore,
vorrei condividere con i lettori un’esperienza vissuta oggi presso lo sportello prenotazioni della mia Asl, che lascia francamente senza parole.
Mi sono recata di prima mattina, alle 7:40, per prenotare una visita endocrinologica e degli esami specifici per mia madre, 90 anni, come consigliato dal medico. Dopo circa mezz’ora di attesa – c'erano parecchie persone per la modifica del medico di base – finalmente arriva il mio turno.
Allo sportello mi accoglie una signora che mastica gomma con entusiasmo e bocca rigorosamente aperta. Già questo dettaglio, in un contesto sanitario, fa riflettere. Ma il meglio deve ancora venire: alla mia richiesta, mi informa con grande nonchalance che il primo appuntamento disponibile è fissato per marzo 2026. Non un errore, non uno scherzo. 2026. Quando oso chiedere spiegazioni, mi restituisce il foglio senza proferire ulteriore parola.
Tengo però a sottolineare che in passato, presso lo sportello di via Verona, ho sempre trovato operatori gentili, disponibili, attenti a trovare la soluzione migliore per ciascun caso, e persino capaci di dare suggerimenti utili. Segno che la professionalità esiste, quando si vuole esercitarla.
È normale che si debba attendere un anno per un controllo potenzialmente legato a un problema oncologico? È normale che l’atteggiamento allo sportello sia quello dell’indifferenza più totale? È questa la «sanità di prossimità» di cui si parla?
Mi auguro che chi di dovere legga, rifletta… e magari intervenga.
Parma, 26 marzo