Gli adulti e il bullismo
Gentile direttore,
in questi giorni ho (purtroppo) letto la notizia di Sulmona: una ragazzina abusata a dodici anni (abusi iniziati quando forse ne aveva solo dieci). E poco dopo quella di un ragazzo di quindici anni che, perseguitato dai bulli, si è tolto la vita. Due storie che non dovrebbero mai esistere, eppure accadono.
Ogni volta che leggo vicende così mi si stringe il cuore. E allora mi domando: com’è possibile che queste famiglie e queste scuole non abbiano visto?
I segnali spesso ci sono, ma troppo spesso si finge che non sia nulla, si minimizza, si etichetta tutto come «ragazzate».
Hanno bisogno di sapere che il dolore non li isola, che le ferite non restano nascoste. Il loro dolore non può essere ignorato: ogni ferita va vista, ascoltata e accolta. Non lasciamo che crescano con la sensazione di essere soli.
Sorbolo, 15 settembre